Sulle nuove aliquote delle pensioni 2026 l’INPS chiarisce quando si applicano davvero e quando, invece, non possono essere usate. È una novità importante soprattutto per chi ha lavorato nel pubblico impiego e vuole capire se il proprio assegno pensionistico può essere stato calcolato in modo corretto oppure no.
Il punto più rilevante è questo: le nuove aliquote si applicano solo alle pensioni anticipate, comprese quelle dei lavoratori precoci, mentre non si applicano alle pensioni di vecchiaia, anche in cumulo, liquidate dopo la cessazione del rapporto di lavoro con una pubblica amministrazione. Per molte persone, quindi, cambia il modo di leggere il provvedimento INPS e, in alcuni casi, può aprirsi la strada a una riliquidazione con arretrati.
Nuove aliquote pensioni INPS 2026: cosa ha chiarito il messaggio 787
Il chiarimento INPS riguarda le quote retributive di pensione per alcuni iscritti alle casse del pubblico impiego, in particolare CPDEL, CPS, CPI e CPUG, con anzianità contributiva inferiore a 15 anni al 31 dicembre 1995 e con trattamenti pensionistici liquidati dal 1° gennaio 2024.
Le sigle CPDEL, CPS, CPI e CPUG indicano storiche casse pensioni confluite oggi nella Gestione Dipendenti Pubblici INPS: CPDEL = Cassa Pensioni Dipendenti Enti Locali, CPS = Cassa Pensioni Sanitari, CPI = Cassa Pensioni Insegnanti e CPUG = Cassa Pensioni Ufficiali Giudiziari.
L’INPS precisa che, per capire se si applicano o meno le nuove aliquote, bisogna verificare se si tratta di pensione anticipata oppure di pensione di vecchiaia.
- Se si accede alla pensione anticipata, le nuove aliquote possono applicarsi;
- se si accede alla pensione di vecchiaia, le nuove aliquote non si applicano e restano valide le aliquote ordinarie;
- se i requisiti pensionistici sono stati maturati entro il 31 dicembre 2023, le nuove aliquote non si applicano.
Chi potrebbe avere l’applicazione delle nuove aliquote pensioni
Il chiarimento non riguarda tutte le pensioni, ma una platea specifica, composta soprattutto chi proviene da alcune gestioni del pubblico impiego e ha una quota di pensione ancora calcolata con il sistema retributivo.
Le situazioni più delicate sono quelle di chi:
- è iscritto o è stato iscritto a CPDEL, CPS, CPI o CPUG;
- ha meno di 15 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
- ha una pensione liquidata dal 1° gennaio 2024;
- vuole capire se il trattamento è stato riconosciuto come pensione anticipata oppure come pensione di vecchiaia.
Per questo motivo, chi ha ricevuto recentemente il provvedimento pensionistico o sta valutando la decorrenza della pensione dovrebbe far controllare con attenzione la pratica, soprattutto se nel frattempo sono intervenute dimissioni da un rapporto con la pubblica amministrazione.
Pensione di vecchiaia: quando le nuove aliquote non si applicano
Per le pensioni di vecchiaia le nuove aliquote non si applicano, anche quando il trattamento viene liquidato dopo la cessazione del rapporto di lavoro con una pubblica amministrazione e anche nei casi di cumulo.
Le dimissioni non bastano da sole a far scattare l’applicazione delle nuove aliquote. Se l’accesso alla pensione avviene come pensione di vecchiaia, il calcolo deve seguire le aliquote ordinarie previste dalla normativa di riferimento.
Questo è il chiarimento più utile per chi teme una riduzione dell’assegno solo per avere lasciato il servizio: non è la modalità di uscita dal lavoro a decidere tutto, ma la tipologia della pensione liquidata.
Pensione anticipata: quando invece le nuove aliquote si applicano
Le nuove aliquote di rendimento continuano invece ad applicarsi alle pensioni anticipate, comprese quelle dei lavoratori precoci, salvo un’eccezione importante: restano fuori i casi in cui il diritto alla pensione sia stato maturato entro il 31 dicembre 2023.
Per i lavoratori precoci, l’INPS conferma che le nuove aliquote non si applicano quando il diritto risulta maturato e certificato entro il 31 dicembre 2023, anche se la decorrenza del trattamento arriva successivamente.
Questo passaggio è fondamentale perché evita interpretazioni penalizzanti per chi aveva già maturato il diritto entro fine 2023 e si è visto liquidare la pensione in un momento successivo.
Riesame d’ufficio INPS, arretrati e annullamento degli indebiti
L’INPS ha disposto il riesame d’ufficio delle pensioni di vecchiaia, anche in cumulo, nelle quali le quote retributive siano state calcolate applicando per errore le nuove aliquote.
Nei casi di ricalcolo corretto, alle pensionate ed ai pensionati interessati devono essere riconosciuti:
- gli arretrati sulle mensilità già pagate;
- gli interessi legali e/o la rivalutazione monetaria secondo quanto previsto;
- l’annullamento di eventuali indebiti nati da un precedente calcolo errato.
L’INPS ha inoltre precisato che anche i ricorsi ancora in istruttoria dovranno essere gestiti in autotutela, annullando i provvedimenti errati e ridefinendo la posizione delle pensionate e dei pensionati.
Cosa fare se hai dubbi sul calcolo della pensione
Se hai ricevuto da poco il provvedimento di pensione, se hai una pensione di vecchiaia liquidata dal 2024 oppure se temi che sull’assegno siano state applicate nuove aliquote non dovute, è utile far controllare subito la documentazione.
In particolare conviene verificare:
- la tipologia di pensione liquidata dall’INPS;
- la gestione previdenziale di appartenenza;
- l’anzianità contributiva al 31 dicembre 1995;
- la data in cui sono stati maturati i requisiti pensionistici;
- l’eventuale presenza di arretrati non riconosciuti o di indebiti contestati.
Un controllo previdenziale può aiutare a capire se il ricalcolo INPS è corretto, se spetta una ricostituzione della pensione o se è necessario intervenire per tutelare pienamente i propri diritti.
Hai dubbi sul calcolo della pensione o vuoi controllare il cedolino?
Il PATRONATO INCA CGIL di Roma e del Lazio può aiutarti a verificare il provvedimento INPS, controllare il calcolo della pensione e capire se ci sono arretrati, trattenute da verificare o importi da ricalcolare.
Per assistenza puoi chiamare il numero unico 06 73100700 oppure compilare il modulo qui sotto per richiedere supporto sul cedolino pensione.
Domande frequenti su nuove aliquote pensioni INPS 2026
No. Il messaggio INPS n. 787 del 5 marzo 2026 chiarisce che le nuove aliquote di rendimento si applicano solo alle pensioni anticipate, comprese quelle dei lavoratori precoci, e non alle pensioni di vecchiaia, anche in cumulo, liquidate dopo la cessazione del rapporto di lavoro con una pubblica amministrazione.
No. L’INPS precisa che le dimissioni del lavoratore non sono l’elemento decisivo. Per capire se si applicano le nuove aliquote bisogna verificare se il trattamento liquidato è una pensione anticipata oppure una pensione di vecchiaia.
Il chiarimento riguarda in particolare i trattamenti pensionistici liquidati dal 1° gennaio 2024 per iscritti alle casse CPDEL, CPS, CPI e CPUG con anzianità contributive inferiori a 15 anni al 31 dicembre 1995 e con quote di pensione ancora calcolate con il sistema retributivo.
No. L’INPS conferma che le nuove aliquote non si applicano ai soggetti che hanno maturato i requisiti per il pensionamento entro il 31 dicembre 2023. Lo stesso principio vale anche per i lavoratori precoci con diritto maturato e certificato entro quella data.
L’INPS ha disposto il riesame d’ufficio delle pensioni di vecchiaia, anche in cumulo, calcolate in modo errato. Ai pensionati interessati devono essere riconosciuti gli arretrati spettanti, gli interessi legali e l’eventuale rivalutazione monetaria. Gli indebiti eventualmente generati dal precedente errore devono essere annullati.
Sì, soprattutto se la pensione è stata liquidata dal 2024, se provieni dal pubblico impiego o se hai dubbi sul calcolo delle quote retributive. Un controllo può chiarire se le nuove aliquote sono state applicate correttamente e se ci sono arretrati da recuperare.
