Licenziamento: come contestarlo e impugnarlo (tempi, diritti e assistenza)

Hai ricevuto una lettera di licenziamento o temi che l’azienda stia per licenziarti? In questi casi il tempismo è fondamentale: l’impugnazione va fatta entro termini precisi e ogni passaggio va valutato sul tuo contratto e sul CCNL applicato.

Per impugnare e contestare il tuo licenziamento puoi rivolgerti alle nostre sedi, prenotando un appuntamento con l’Ufficio Vertenze e Legale (UVL) CGIL Roma e Lazio attraverso il numero unico regionale 06 73100700.

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Indice

Cosa fare subito dopo il licenziamento

  1. Conserva la lettera (busta/PEC/email e data di ricezione).
  2. Non perdere tempo: contatta subito l’UVL per valutare la strategia migliore.
  3. Non firmare “a caldo” documenti che non hai letto o compreso (accordi, rinunce, conciliations): portali prima in sede.
  4. Raccogli i documenti (contratto, buste paga, contestazioni disciplinari, comunicazioni aziendali).
  5. Valuta anche le tutele di sostegno al reddito (es. NASpI) se ne hai i requisiti.

Termini e scadenze: 60 giorni (+ 180)

Per contestare un licenziamento i termini sono stringenti:

  • Entro 60 giorni dalla ricezione della comunicazione scritta devi impugnare il licenziamento con un atto scritto.
  • Dopo l’impugnazione, devi attivarti entro i successivi 180 giorni (ricorso o richiesta di conciliazione/arbitrato), altrimenti l’impugnazione può diventare inefficace.

Se hai dubbi su quando decorrono i termini nel tuo caso, contattaci subito: è uno dei primi controlli che facciamo.

Controllo della lettera di licenziamento

Il licenziamento deve essere comunicato in forma scritta e deve consentire di comprendere le ragioni del provvedimento. In molti casi è decisivo verificare:

  • se la comunicazione è corretta (forma e contenuti);
  • se sono stati rispettati procedure e tempi (anche in base al CCNL);
  • se, quando previsto, è stato rispettato il preavviso (salvo casi come la giusta causa).

Tipi di licenziamento: individuale e collettivo

Licenziamento individuale

Può essere motivato, ad esempio, da:

  • Giusta causa (condotta ritenuta grave, con possibile cessazione immediata);
  • Giustificato motivo soggettivo (ragioni disciplinari/non idoneità secondo i presupposti di legge/CCNL);
  • Giustificato motivo oggettivo (ragioni organizzative o economiche).

Con l’UVL si valuta se le motivazioni e le modalità siano corrette e se ci sono margini per ottenere la tutela più adeguata (reintegro o indennizzo, a seconda dei casi).

Licenziamento collettivo

Nei licenziamenti collettivi il datore di lavoro deve seguire una procedura specifica. Se in azienda viene comunicato l’avvio di una procedura, rivolgiti immediatamente alla CGIL.

Diritti economici: TFR, ferie e competenze di fine rapporto

In caso di cessazione del rapporto di lavoro, di norma vanno verificati e corretti:

  • TFR maturato;
  • ferie e permessi non goduti;
  • eventuali differenze retributive, straordinari, indennità o altre spettanze previste dal CCNL.

NASpI dopo licenziamento: quando e come fare domanda

Se hai i requisiti, puoi chiedere la NASpI. La domanda va presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro (in via telematica).

Se vuoi, possiamo indirizzarti anche al Patronato INCA CGIL per l’assistenza sulla pratica: Assistenza previdenziale e patronato INCA.

Documenti utili per la valutazione

Per una verifica rapida, prepara (se disponibili):

  • Lettera di licenziamento (o PEC/email) e data di ricezione
  • Contratto / lettera di assunzione
  • Ultime buste paga (e, se possibile, CU)
  • Eventuali contestazioni disciplinari e risposte (almeno ultimi 2 anni)
  • Comunicazioni aziendali utili (email, ordini di servizio, turni, ecc.)

Perché rivolgersi alla CGIL

  • Valutazione del caso e controllo dei termini
  • Verifica della lettera e delle procedure
  • Ricostruzione delle spettanze economiche (TFR, ferie, competenze)
  • Supporto nella vertenza e negli eventuali passaggi successivi

Chiama 06 73100700 oppure scrivi a uvl@lazio.cgil.it.


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    FAQ – Domande frequenti

    Entro quanto tempo posso impugnare un licenziamento?

    In generale, l’impugnazione va fatta entro 60 giorni dalla ricezione della comunicazione scritta. Dopo l’impugnazione, ci sono ulteriori passaggi con scadenze specifiche.

    Dopo l’impugnazione cosa succede?

    Dopo l’atto di impugnazione, va valutata la strategia: tentativo di conciliazione/arbitrato o ricorso. È importante rispettare anche il termine successivo (in genere 180 giorni) per non rendere inefficace l’impugnazione.

    Il licenziamento deve essere per forza scritto?

    Il licenziamento, in linea generale, deve essere comunicato in forma scritta. Se non hai ricevuto una lettera o la comunicazione è confusa, contattaci subito per valutare il caso.

    Che differenza c’è tra giusta causa e giustificato motivo?

    Sono motivazioni diverse: la giusta causa è legata a fatti ritenuti molto gravi; il giustificato motivo può essere soggettivo (disciplinare) o oggettivo (organizzativo/economico). La valutazione dipende dai fatti e dal CCNL.

    Posso chiedere la NASpI dopo un licenziamento?

    Se hai i requisiti, sì. La domanda va presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto.

    Quali documenti devo portare per farmi assistere?

    Lettera di licenziamento, contratto/lettera di assunzione, buste paga, eventuali contestazioni disciplinari, e comunicazioni aziendali utili.

    Nota: questa pagina ha finalità informativa. Per una valutazione completa serve analizzare documenti e situazione.

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