Dimissioni volontarie: assistenza gratuita passo passo
In Italia le dimissioni volontarie si presentano in modalità telematica attraverso il portale del Ministero del Lavoro. Con l’Ufficio Vertenze e Legale (UVL) CGIL Roma e Lazio puoi ricevere assistenza gratuita per la procedura di invio, il calcolo del preavviso e la verifica delle spettanze di fine rapporto.
- Procedura telematica obbligatoria per i rapporti di lavoro privati
- Calcolo preavviso in base al CCNL e verifica TFR e spettanze finali
- Assistenza gratuita in sede
⚠️ Tre cose da sapere prima di procedere
- Le dimissioni si inviano tramite il portale telematico del Ministero del Lavoro: la CGIL è soggetto abilitato all’invio per tuo conto.
- Hai 7 giorni di tempo per revocarle dopo l’invio, se cambi idea.
- Di norma chi si dimette non ha diritto alla NASpI, salvo casi di dimissioni per giusta causa o altre eccezioni previste dalla legge.
Come funzionano le dimissioni volontarie in pratica
Dal 12 marzo 2016 la generalità delle lavoratrici e dei lavoratori del settore privato deve presentare le dimissioni in modalità telematica tramite il portale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Non è più valida la lettera consegnata a mano: la procedura va effettuata online con SPID, CIE o CNS oppure tramite un soggetto abilitato come la CGIL.
- Raccogli i documenti necessari
Prima di venire in sede, prepara: documento d’identità, codice fiscale, contratto o lettera di assunzione, ultima busta paga e dati completi del datore di lavoro (ragione sociale, codice fiscale o P.IVA, indirizzo, email o PEC). Avere tutto pronto riduce i tempi della pratica.
- Contatta l’UVL e fissa un appuntamento in sede
Chiama il numero unico 06 73100700 oppure usa il form in questa pagina per essere ricontattato/ricontattata. La procedura di invio si svolge in presenza, presso la sede CGIL più vicina: è una misura di sicurezza a tutela della lavoratrice o del lavoratore.
- Verifichiamo insieme preavviso, decorrenza e spettanze
Il nostro sportello controlla il CCNL applicato, calcola i giorni di preavviso e la data di decorrenza corretta, e verifica TFR, ferie e permessi residui. Questo passaggio serve a evitare trattenute o contestazioni da parte del datore di lavoro.
- Inviamo le dimissioni telematicamente per tuo conto
La CGIL trasmette il modulo attraverso il portale ministeriale. Al termine ricevi un codice identificativo e la marca temporale che fanno fede della comunicazione.
- Ricevi conferma e verifica le competenze di fine rapporto
Dopo l’invio hai 7 giorni per revocare. Se non revochi, il rapporto cessa alla data di decorrenza indicata. Ti aiutiamo anche a verificare che TFR, ferie non godute e ratei vengano corrisposti correttamente.
Preavviso nelle dimissioni: come si calcola
Chi si dimette è tenuto a rispettare il periodo di preavviso previsto dal proprio contratto collettivo. La durata varia in base al CCNL applicato, all’inquadramento e all’anzianità di servizio. La data di decorrenza da inserire nella procedura telematica deve tener conto di questo periodo.
- Mancato rispetto del preavviso: il datore di lavoro può trattenere dalla liquidazione finale l’importo corrispondente ai giorni non lavorati.
- Periodo di prova: è spesso possibile dimettersi senza preavviso, ma la procedura telematica resta comunque obbligatoria se rientri nei rapporti di lavoro privati soggetti alla normativa.
- Ferie e permessi residui: possono essere usati per coprire il periodo di preavviso, se datore di lavoro e lavoratrice/lavoratore sono d’accordo.
Calcolare correttamente il preavviso non è sempre immediato. In sede verifichiamo insieme la data corretta in base al tuo contratto collettivo e controlliamo che le spettanze di fine rapporto siano in regola.
Revoca entro 7 giorni: puoi ripensarci
⏱ Attenzione alla scadenza
Dopo l’invio telematico, hai 7 giorni di tempo per revocare le dimissioni (o la risoluzione consensuale) usando la stessa procedura online. Passati i 7 giorni, le dimissioni diventano definitive e non è più possibile tornare indietro, salvo accordo con il datore di lavoro.
Se hai dubbi sulla revoca o vuoi capire se fa al caso tuo, contattaci prima che scada il termine: 06 73100700.
Periodo protetto: convalida obbligatoria all’ITL
In alcune situazioni tutelate la legge prevede che le dimissioni debbano essere validate dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro (ITL) prima di produrre effetti. Si tratta di una garanzia a tutela della lavoratrice o del lavoratore, per assicurarsi che la scelta sia davvero libera e consapevole.
Rientrano nel periodo protetto, tra gli altri casi:
- Lavoratrici in gravidanza e fino al compimento del primo anno di vita del bambino o della bambina
- Padri e madri lavoratori/lavoratrici nel medesimo arco temporale (dalla nascita al primo anno di vita del figlio o della figlia)
- Genitori adottivi o affidatari in situazioni analoghe previste dalla normativa vigente
Se rientri nel periodo protetto, contattaci prima di avviare qualsiasi procedura: ti guidiamo in ogni passaggio e, se necessario, ti aiutiamo a fissare l’appuntamento con l’Ispettorato competente per la tua zona.
Dimissioni volontarie e NASpI: cosa sapere prima
Chi si dimette volontariamente, di norma non ha diritto alla NASpI (indennità di disoccupazione), perché la cessazione non è considerata involontaria dalla normativa INPS.
Esistono però eccezioni che vale la pena conoscere prima di procedere:
- Dimissioni per giusta causa: quando il comportamento del datore di lavoro è tanto grave da rendere impossibile la prosecuzione del rapporto (ad esempio mancato pagamento dello stipendio, mobbing accertato, molestie). In questo caso la NASpI può spettare, ma la valutazione del caso concreto è fondamentale prima di inviare qualsiasi comunicazione.
- Risoluzione consensuale in sede protetta: effettuata nell’ambito di una procedura conciliativa presso la Direzione Territoriale del Lavoro o in sede sindacale, può dar diritto alla NASpI se sussistono i requisiti contributivi richiesti dall’INPS.
- Dimissioni durante la fruizione del congedo parentale: in alcune condizioni specifiche previste dalla normativa INPS.
Se stai valutando le dimissioni per giusta causa o hai dubbi sul diritto alla NASpI, parlane con noi prima di inviare la comunicazione: una volta inviate le dimissioni ordinarie, tornare indietro è difficile.
Approfondisci: NASpI 2026: requisiti, domanda e tempi di pagamento →
Chi usa la procedura telematica e chi è escluso
La procedura telematica obbligatoria non si applica a tutti i rapporti di lavoro. Ecco le differenze principali.
✅ Chi usa la procedura telematica
- Lavoratrici e lavoratori del settore privato con rapporto subordinato
- Rapporti a tempo indeterminato e determinato
- Rapporti di apprendistato
- Risoluzione consensuale del rapporto di lavoro privato
❌ Chi è escluso dalla procedura telematica
- Dipendenti della Pubblica Amministrazione
- Lavoro domestico (colf, badanti, assistenti familiari)
- Dimissioni o risoluzioni in sedi conciliative (art. 2113 c.c., 4° comma) o davanti a Commissioni di certificazione
- Lavoratrici e lavoratori ancora in periodo di prova (in alcuni casi)
Se non sei sicuro/sicura di rientrare in una delle categorie escluse o hai un caso particolare, contattaci: valutiamo insieme la procedura corretta.
Documenti da preparare
Porta quello che hai. Più è completa la documentazione, più veloce e precisa sarà la pratica.
Documenti base
- Documento d’identità in corso di validità
- Codice fiscale
- Indirizzo email personale
Documenti sul rapporto di lavoro
- Contratto o lettera di assunzione
- Ultima busta paga
- Dati completi del datore di lavoro: ragione sociale, Codice Fiscale e/o Partita IVA, indirizzo, email e/o PEC
- Data di decorrenza desiderata (calcolata tenendo conto del preavviso previsto dal tuo CCNL)
Non hai tutti i documenti? Portaci quello che hai: ti aiutiamo a reperire le informazioni mancanti direttamente in sede.
Perché rivolgersi alla CGIL per le dimissioni volontarie
Oltre all’invio telematico, la CGIL verifica che le dimissioni avvengano in modo davvero libero e consapevole e che i tuoi diritti siano rispettati fino all’ultimo giorno di lavoro.
Scelta libera e senza pressioni
Il datore di lavoro non può costringere nessuno a dimettersi. Se subisci pressioni, minacce o vieni messo/messa in condizione di non poter lavorare, contattaci prima ancora di avviare la procedura: la situazione potrebbe configurare dimissioni per giusta causa.
Preavviso e decorrenza corretti
Un errore sulla data di decorrenza può tradursi in una trattenuta sulla liquidazione. Calcoliamo il preavviso in base al tuo CCNL e all’anzianità di servizio, e inseriamo la data corretta nella procedura.
Verifica TFR e spettanze finali
Controlliamo che TFR, ferie non godute, permessi e ratei vengano liquidati correttamente. Se ci sono differenze rispetto a quanto spetta, ti diciamo esattamente come agire.
Per dimissioni legate a pensionamento: puoi valutare anche il supporto del Patronato INCA CGIL per la gestione previdenziale. Assistenza previdenziale e patronato INCA →
Contattaci per assistenza sulle dimissioni
Spiegaci la tua situazione e ti indichiamo sede, documenti e passaggi utili per le dimissioni.
Ti richiamiamo noi
Lascia i tuoi contatti: analizzeremo la tua situazione e ti diremo esattamente a cosa hai diritto.
La pratica di invio delle dimissioni si svolge in presenza presso la sede CGIL: è una misura di sicurezza pensata per tutelare lavoratrici e lavoratori da pressioni o errori nella procedura.
Domande frequenti sulle dimissioni volontarie
Per la generalità dei rapporti di lavoro privati sì: dal 12 marzo 2016 le dimissioni si presentano in modalità telematica tramite il portale del Ministero del Lavoro. Puoi procedere con SPID, CIE o CNS oppure affidarti a un soggetto abilitato come la CGIL, che invia il modulo per tuo conto.
Puoi revocare le dimissioni (o la risoluzione consensuale) entro 7 giorni dalla comunicazione telematica, attraverso la stessa procedura online. Passato questo termine, le dimissioni diventano definitive.
La durata del preavviso dipende dal CCNL applicato, dall’inquadramento contrattuale e dall’anzianità di servizio. La data di decorrenza delle dimissioni inserita nella procedura telematica deve rispettare questo periodo: se non viene rispettato, il datore di lavoro puo’ trattenere dalla liquidazione l’importo corrispondente ai giorni mancanti. In sede verifichiamo insieme il calcolo corretto.
Di norma no, perché la cessazione e’ volontaria. Esistono pero’ eccezioni: le dimissioni per giusta causa (ad esempio per mancato pagamento dello stipendio o comportamenti gravi del datore di lavoro) possono aprire al diritto alla NASpI. La valutazione deve essere fatta sul caso concreto, prima di inviare la comunicazione di dimissioni.
Le dimissioni presentate durante la gravidanza o entro il primo anno di vita del figlio o della figlia (per entrambi i genitori) richiedono la convalida dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro (ITL). Si tratta di una tutela prevista dalla legge per garantire che la scelta sia davvero libera. Contattaci prima di avviare qualsiasi procedura.
No. I rapporti alle dipendenze della Pubblica Amministrazione e il lavoro domestico (colf, badanti, assistenti familiari) sono esclusi dalla procedura telematica standard. Le modalità di recesso seguono in questi casi regole diverse. Se non sei sicuro/sicura di rientrare in una di queste categorie, contattaci per un chiarimento.
Le dimissioni per giusta causa sono determinate da un comportamento del datore di lavoro tanto grave da rendere impossibile la prosecuzione del rapporto: ad esempio mancato pagamento dello stipendio, mobbing accertato, molestie o modifica sostanziale delle condizioni contrattuali. In questi casi la cessazione puo’ essere considerata involontaria ai fini della NASpI, ma la valutazione del caso va effettuata con un esperto prima di procedere.
Servono: documento d’identità, codice fiscale, indirizzo email, contratto o lettera di assunzione, ultima busta paga e dati completi del datore di lavoro (ragione sociale, CF o P.IVA, indirizzo, email o PEC). E’ utile anche avere già calcolato la data di decorrenza desiderata tenendo conto del preavviso previsto dal proprio CCNL.
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