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Sicurezza sul lavoro, Cgil: nel Lazio a gennaio 2026 impennata infortuni, più 72 per cento tra over 65

Nel Lazio a gennaio le denunce complessive di infortunio sono salite a 3.183, rispetto alle 2.781 dello stesso periodo dell’anno precedente. Lo comunica, in una nota. la Cgil di Roma e del Lazio. Le ultime rilevazioni regionali sugli infortuni sul lavoro restituiscono per il Lazio “un quadro netto e fortemente preoccupante. I dati riferiti al mese di gennaio 2026, in continuità con il significativo peggioramento registrato nel corso del 2025”, si legge nella nota. Il dato “più allarmante riguarda gli infortuni avvenuti in occasione di lavoro, passati da 2.086 a 2.632, con un incremento del 26,17 per cento in un solo anno”. A questo si aggiunge “il dato drammatico degli infortuni mortali: a gennaio 2026 si registrano 3 decessi, tutti avvenuti durante lo svolgimento dell’attività lavorativa, contro i 2 rilevati nello stesso mese del 2025. Il peggioramento riguarda l’intero territorio regionale: Roma conta 2.525 denunce, Latina 238, Frosinone 190, Viterbo 139 e Rieti 91”, si legge ancora nella nota del sindacato. A preoccupare in modo particolare è l’aumento degli infortuni tra i lavoratori più anziani. Nella fascia compresa tra i 65 e i 69 anni le denunce passano da 53 a 91, con un incremento del 71,7 per cento. Crescono anche gli infortuni tra i 60 e i 64 anni, che salgono da 255 a 297 casi. Ancora più grave è la presenza di infortuni nelle classi di età superiori: si registrano 7 infortuni nella fascia 70-74 anni e 6 tra i lavoratori con oltre 75 anni.

Si tratta di numeri che pongono “una questione sociale non più rinviabile. È inaccettabile che si continui a lavorare e a infortunarsi in età così avanzata. Questi dati confermano che l’allungamento della vita lavorativa espone le lavoratrici e i lavoratori a rischi incompatibili con la gravosità di molte mansioni – prosegue la nota della Cgil di Roma e Lazio -. Come abbiamo già denunciato questo peggioramento è anche il frutto di un progressivo disinvestimento nella vigilanza e nel sistema di prevenzione. Se i luoghi di lavoro non vengono controllati e se non si interviene con decisione sulla formazione, soprattutto nei confronti dei lavoratori stranieri, per i quali gli infortuni sono aumentati del 47,7 per cento, i risultati non possono che essere questi”. “È altrettanto evidente che le continue modifiche al Testo unico sulla sicurezza, annunciate come strumenti per migliorare le condizioni di lavoro, ridurre gli infortuni e rafforzare il sistema dei controlli, si stanno rivelando in larga parte una stratificazione di adempimenti burocratici che incidono poco o nulla sulla realtà concreta dei luoghi di lavoro – sottolinea il sindacato -. Servono interventi immediati e strutturali: il rafforzamento della vigilanza, maggiori investimenti nella prevenzione e nella formazione, misure specifiche di tutela per i lavoratori over 60, la limitazione delle mansioni più gravose e percorsi di uscita anticipata per chi svolge attività usuranti. La sicurezza sul lavoro non può continuare a essere trattata come un costo, né come un tema da affrontare solo dopo l’ennesima tragedia”, conclude la nota della Cgil.

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