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Ricongiunzione contributi tra Gestione Separata INPS e Casse professionali: cosa cambia nel 2026

Capita spesso, soprattutto a chi ha iniziato come collaboratore o freelance e poi è entrato in un Ordine o viceversa, di ritrovarsi con i contributi “spezzati” tra Gestione Separata INPS e Cassa professionale. Quando si avvicina il momento di capire se e come si potrà andare in pensione, la frammentazione diventa un problema concreto: più posizioni, regole diverse, dubbi su quale strada convenga davvero.

Con la Circolare INPS n. 15 del 9 febbraio 2026 arrivano indicazioni importanti sulla ricongiunzione dei contributi tra Gestione Separata ed enti privati di previdenza obbligatoria (le Casse): un chiarimento atteso, che apre in modo esplicito alla possibilità di ricongiungere in entrata o in uscita, rispettando però alcuni limiti precisi.

Che cos’è la ricongiunzione dei contributi

La ricongiunzione è lo strumento che permette di trasferire i periodi contributivi presenti in gestioni diverse per riunirli in un’unica posizione. L’obiettivo, nella pratica, è arrivare a una pensione “più lineare”, costruita dentro una sola gestione, evitando che i contributi restino dispersi in carriere parallele.

Attenzione: ricongiungere non significa “spostare un pezzetto” quando conviene. La ricongiunzione è una scelta che incide su requisiti, calcolo e (spesso) costi. Proprio per questo va valutata con cura, caso per caso.

Cosa chiarisce la Circolare INPS 15/2026: ricongiunzione in entrata o in uscita

Il punto centrale del 2026 è che, per i professionisti, la ricongiunzione tra Gestione Separata e Casse viene chiarita come possibile in entrambe le direzioni. In altre parole, a seconda della tua storia contributiva e della gestione “su cui vuoi costruire” la pensione, puoi valutare due strade.

DirezioneChe cosa significa, in pratica
In entrata verso Gestione Separata INPSTrasferire i contributi dalla Cassa professionale alla Gestione Separata per costruire la pensione lì.
In uscita verso la Cassa professionaleTrasferire i contributi dalla Gestione Separata INPS alla propria Cassa di iscrizione per rendere più coerente la posizione previdenziale del professionista.

Limiti ed esclusioni da conoscere

Il chiarimento della circolare non significa che “vale sempre e per tutti”. Ci sono paletti netti. Prima di tutto, non si possono ricongiungere i periodi già utilizzati per ottenere un trattamento pensionistico. Inoltre, per la ricongiunzione in entrata verso la Gestione Separata, non sono ammesse le domande di chi possiede periodi contributivi precedenti al 1° aprile 1996, data legata all’istituzione dell’obbligo contributivo per questa gestione.

C’è poi un altro aspetto decisivo: non sono ammesse ricongiunzioni parziali. La domanda deve riguardare tutti i contributi maturati presso le altre casse previdenziali coinvolte. È uno dei punti che rende indispensabile fare prima un controllo completo della propria storia contributiva, per evitare scelte affrettate.

Quanto costa la ricongiunzione: è onerosa e può avere efficacia retroattiva

La ricongiunzione, come ricordato nelle comunicazioni istituzionali, è onerosa e può avere efficacia retroattiva: significa che è prevista una somma da corrispondere per effettuare il trasferimento. L’onere, in sintesi, viene calcolato applicando l’aliquota IVS vigente sulla retribuzione degli ultimi 12 mesi (con i riferimenti indicati nelle comunicazioni ufficiali).

Tradotto: non esiste un importo “standard” valido per tutti. La convenienza cambia molto in base a età, redditi, anni versati, gestione di destinazione e obiettivo pensionistico. Per questo è fondamentale non muoversi “a intuito”.

Da quando vale: nuove domande e pratiche pendenti

Le disposizioni sono operative dalla data di pubblicazione della circolare: si applicano alle nuove domande presentate dal 9 febbraio 2026 e anche a domande e ricorsi pendenti non ancora definiti alla stessa data. Se hai già una pratica avviata, questo punto è particolarmente importante: conviene verificare come si colloca il tuo caso.

Come muoversi: perché conviene farsi seguire

Quando i contributi sono distribuiti tra Gestione Separata e Cassa professionale, la vera domanda non è solo “posso ricongiungere?”, ma soprattutto “mi conviene e quale direzione è più corretta per la mia pensione?”. Serve ricostruire la posizione, verificare esclusioni (periodi già usati o anteriori al 1996), capire se la domanda deve includere tutta la contribuzione e stimare i costi.

Hai contributi tra Gestione Separata e Cassa? Chiedi assistenza a INCA CGIL

Per evitare errori e valutare la soluzione più utile per la tua pensione, puoi rivolgerti al Patronato INCA CGIL Roma e Lazio: controllo della posizione contributiva, verifica dei requisiti, valutazione della ricongiunzione (in entrata o in uscita) e supporto nella gestione della pratica.

FAQ – Domande frequenti

Che cos’è la ricongiunzione dei contributi?

La ricongiunzione è lo strumento che permette di trasferire i periodi contributivi presenti in gestioni diverse per riunirli in un’unica posizione previdenziale, così da costruire la pensione all’interno di una sola gestione ed evitare che i contributi restino “spezzati”.

Nel 2026 posso ricongiungere i contributi in entrata o in uscita tra Gestione Separata e Casse?

Sì. Con le indicazioni della Circolare INPS n. 15 del 9 febbraio 2026 viene chiarito che, per i professionisti, la ricongiunzione tra Gestione Separata INPS e Casse professionali può avvenire in entrambe le direzioni: verso la Gestione Separata (in entrata) oppure verso la Cassa (in uscita), in base alla storia contributiva e alla gestione su cui si intende costruire la pensione.

La ricongiunzione tra Gestione Separata e Casse vale per tutti?

Vale per chi ha contribuzione nella Gestione Separata e in una Cassa professionale, ma ci sono limiti ed esclusioni: ad esempio i periodi già usati per una pensione e, per l’entrata in Gestione Separata, i periodi precedenti al 1° aprile 1996.

Quali sono i principali limiti ed esclusioni da conoscere?

Non si possono ricongiungere i periodi contributivi già utilizzati per ottenere un trattamento pensionistico. Inoltre, per la ricongiunzione in entrata verso la Gestione Separata, non sono ammesse domande in presenza di periodi contributivi precedenti al 1° aprile 1996.

Posso ricongiungere solo una parte dei contributi?

No: non sono ammesse ricongiunzioni parziali. La domanda deve riguardare tutti i contributi maturati presso le altre casse previdenziali coinvolte.

La ricongiunzione è gratuita?

No: è onerosa. Proprio per questo conviene far verificare prima costi e convenienza, in base alla tua storia contributiva.

Quanto costa la ricongiunzione e cosa significa che può avere efficacia retroattiva?

La ricongiunzione prevede un onere da pagare e può avere efficacia retroattiva. L’importo non è “standard”: varia in base alla situazione personale e, in sintesi, viene calcolato applicando l’aliquota IVS vigente sulla retribuzione degli ultimi 12 mesi (secondo i riferimenti indicati nelle comunicazioni ufficiali).

Le nuove regole si applicano anche alle domande già presentate?

Sì. Le indicazioni sono operative dalla data di pubblicazione della circolare: si applicano alle nuove domande presentate dal 9 febbraio 2026 e anche a domande e ricorsi pendenti non ancora definiti alla stessa data.

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