La Legge di Bilancio del Governo Meloni, in materia di rivalutazione delle pensioni e di aumento delle pensioni minime per adeguarle al costo della vita, ha stanziato risorse molto limitate, giudicate insufficienti a far fronte al caro vita.
Le operazioni di rinnovo e rivalutazione delle pensioni e delle principali prestazioni assistenziali per il 2026 producono effetti sui pagamenti a partire da gennaio.
Fasce di perequazione 2026 (percentuali di aumento)
- Il trattamento minimo per il 2026 è fissato a € 611,85.
- Fino a 4 volte il trattamento minimo : +1,4
- Oltre 4 e fino a 5 volte il minimo : +1,26%
- Oltre 5 volte il minimo: +1,05%
Attenzione: per il 2026, come ogni anno, l’indice di rivalutazione è provvisorio. Eventuali differenze saranno regolate con conguaglio nella perequazione dell’anno successivo.
Pensione minima 2026 e incremento aggiuntivo sulle pensioni più basse
Accanto alla rivalutazione ordinaria, la circolare conferma la prosecuzione dell’incremento per le pensioni di importo pari o inferiore al minimo (misura introdotta dalla Legge 197/2022 e prorogata fino al 2026).
- Incremento: +1,3%
- Incremento massimo mensile: € 7,95
- Importo massimo riconosciuto: € 619,80/mese
Quando viene pagata la pensione di gennaio 2026
Per il solo mese di gennaio 2026, i pagamenti partono dal secondo giorno bancabile:
- 3 gennaio 2026 per chi riscuote tramite Poste
- 5 gennaio 2026 per accredito su banca
Cosa fare se l’importo non torna?
Con l’adeguamento di inizio anno è utile rivolgersi al Patronato INCA CGIL e agli Sportelli Diritti Inespressi dello Spi Cgil per verificare la propria pensione ed assicurarsi della corretta applicazione della perequazione nella fascia di appartenenza, della presenza dell’eventuale incremento per le pensioni al minimo ed eventuali variazioni dovute a conguagli fiscali e addizionali.
Faq – domande frequenti
L’indice provvisorio è +1,4%, con applicazione per fasce e riduzione della rivalutazione oltre 4 e 5 volte il trattamento minimo.
Il trattamento minimo 2026 è pari a 611,85 euro mensili.
Sì. Per gli importi pari o inferiori al minimo è previsto un incremento aggiuntivo dell’1,3%, fino a 619,80 euro al mese.
Perché la rivalutazione può essere oggetto di conguaglio nella perequazione dell’anno successivo.
Il pagamento arriva il 3 gennaio 2026 per chi ritira alle Poste e il 5 gennaio 2026 per chi riceve l’accredito in banca.
Puoi rivolgerti al Patronato INCA CGIL e agli sportelli dello SPI CGIL per verificare fasce di rivalutazione, incremento sul minimo, trattenute ed eventuali conguagli.
