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Detassazione rinnovi contrattuali 2026: chi ha diritto al 5% e come funziona

📅 Aggiornato al 24 febbraio 2026 Circolare Agenzia delle Entrate n. 2/E.

Per il solo anno 2026, gli incrementi retributivi da rinnovi contrattuali possono essere tassati al 5% invece che con l’aliquota IRPEF ordinaria. L’agevolazione riguarda le lavoratrici e i lavoratori dipendenti del settore privato con reddito da lavoro dipendente 2025 non superiore a 33.000 euro, e si applica automaticamente tramite il datore di lavoro senza bisogno di fare domanda.

In questa guida spieghiamo chi ha diritto all’imposta sostitutiva al 5%, quali somme rientrano nell’agevolazione e quali restano escluse, come funziona il calcolo e quando conviene fare un controllo sulla propria busta paga.

Cos’è la detassazione rinnovi contrattuali 2026

La Legge di Bilancio 2026 (art. 1, comma 7, L. 30 dicembre 2025 n. 199) introduce un’imposta sostitutiva del 5%, al posto di IRPEF e addizionali regionali e comunali, sugli incrementi retributivi riconosciuti in attuazione di rinnovi dei contratti collettivi nazionali sottoscritti tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2026.

In pratica: quando il tuo CCNL prevede un aumento, la parte di incremento che rientra nell’agevolazione viene tassata al 5% invece che con la tua aliquota IRPEF. Il vantaggio reale dipende dalla tua aliquota marginale, ma in molti casi si traduce in alcune decine di euro in più in busta paga.

Chi ha diritto all’imposta sostitutiva al 5%

Hanno diritto all’agevolazione le lavoratrici e i lavoratori dipendenti del settore privato che nel 2025 hanno avuto un reddito da lavoro dipendente non superiore a 33.000 euro.

  • Settore: solo dipendenti privati. Il pubblico impiego è escluso.
  • Limite di reddito: 33.000 euro di reddito da lavoro dipendente 2025, considerando tutti i rapporti di lavoro dell’anno, anche con datori diversi.
  • Domanda: non è necessaria. L’agevolazione viene applicata direttamente dal datore di lavoro come sostituto d’imposta.
  • Rinuncia: chi preferisce la tassazione ordinaria può rinunciare con comunicazione scritta al datore di lavoro (vedi sezione dedicata più avanti).

Se nel 2025 hai avuto più datori di lavoro

Per permettere al datore di lavoro attuale di verificare il limite dei 33.000 euro, devi comunicargli i redditi percepiti con gli altri datori tramite:

  • le Certificazioni Uniche (CU) degli altri rapporti di lavoro, oppure
  • in mancanza, una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (DPR 445/2000).

Quali contratti rientrano nell’agevolazione

Rientrano i rinnovi dei contratti collettivi nazionali sottoscritti nel 2024, 2025 o 2026. L’agevolazione si applica agli importi corrisposti dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026.

Vale anche il principio di cassa allargata: le somme pagate entro il 12 gennaio 2027 e riferite al 2026 possono essere considerate percepite nell’anno agevolato.

Cosa rientra nel 5% e cosa resta fuori

Rientra nell’agevolazione al 5%Resta escluso
Incrementi retributivi nelle 12 mensilità, nella 13ª e nella 14ª (se prevista dal CCNL)Scatti di anzianità
Istituti retributivi indiretti interessati dall’aumento: malattia, maternità/paternità, infortunio — limitatamente alla quota integrata dal datore di lavoroCompensi per prestazioni aggiuntive (es. ore con maggiorazioni)
Quota di superminimo assorbito dall’aumento contrattuale, nei limiti dell’incrementoIndennità di turno, notturno e festivo (oggetto di misura separata)
Una tantum per copertura del periodo di carenza contrattuale
TFR

Se benefici di regimi agevolati (es. “impatriati” o rientro di ricercatrici/ricercatori e docenti), la sostitutiva al 5% si applica solo sulla quota imponibile dell’incremento contrattuale.

Esempio pratico: come si calcola il 5% sul tuo aumento

Esempio tratto dalla Circolare Agenzia delle Entrate n. 2/E del 24 febbraio 2026. Un rinnovo di CCNL sottoscritto il 22 aprile 2025 prevede un aumento mensile complessivo di 200 euro, diviso in quattro rate annuali:

  • 27 euro dal 1° giugno 2025
  • 53 euro dal 1° giugno 2026
  • 59 euro dal 1° giugno 2027
  • 61 euro dal 1° giugno 2028

Nel 2026, l’imposta sostitutiva si applica agli incrementi effettivamente erogati in quell’anno:

Periodo 2026Incremento mensile agevolabileTotale periodo
Gennaio – Maggio 2026 (5 mesi)27 €27 € × 5 = 135 €
Giugno – Dicembre 2026 (7 mesi)27 € + 53 € = 80 €80 € × 7 = 560 €
Totale incremento agevolabile 2026695 €

Imposta sostitutiva al 5%: 695 € × 5% = 34,75 €. Il vantaggio reale in busta paga dipende dall’aliquota IRPEF e dalle addizionali che si sarebbero applicate in tassazione ordinaria.

Quando conviene valutare la rinuncia alla tassazione agevolata

La norma prevede che l’imposta sostitutiva si applichi salva espressa rinuncia scritta. La rinuncia può essere utile in situazioni particolari, ad esempio se vuoi che quelle somme concorrano diversamente ai tuoi calcoli fiscali personali. Si tratta di una valutazione caso per caso: prima di rinunciare, conviene verificare la propria situazione con un esperto della CGIL.

Colf e badanti senza sostituto d’imposta: come recuperare il 5%

Se percepisci redditi di lavoro dipendente senza ritenute perché non hai un sostituto d’imposta, come nel caso del lavoro domestico puoi fruire dell’agevolazione in dichiarazione dei redditi relativa al 2026.

Conguagli in dichiarazione dei redditi

Se l’imposta sostitutiva è stata applicata senza che i requisiti fossero rispettati, in dichiarazione dei redditi avverrà il conguaglio delle somme dovute. La dichiarazione è anche il canale per scegliere la tassazione ordinaria se risulta più conveniente, oppure per recuperare il beneficio se non è stato riconosciuto in busta paga pur spettando.

Quando controllare subito la busta paga

Ci sono situazioni in cui conviene verificare senza aspettare la dichiarazione dei redditi:

  • il tuo CCNL è stato rinnovato nel 2024 o nel 2025 e non vedi traccia del 5% nelle ultime buste paga;
  • hai avuto più datori di lavoro nel 2025 e non hai ancora consegnato le CU;
  • hai ricevuto un’una tantum per arretrati contrattuali e non sei sicur* di come sia stata tassata;
  • il tuo reddito 2025 era vicino alla soglia dei 33.000 euro e temi di non avere i requisiti;
  • hai un regime fiscale agevolato (impatriati, ricercatori/ricercatrici) e non sai come interagisce con il 5%;
  • stai valutando se presentare rinuncia scritta alla tassazione sostitutiva.

Verifica l’applicazione corretta con la CGIL Roma e Lazio

Vuoi controllare se l’aumento da rinnovo CCNL è stato tassato correttamente? La CGIL Roma e Lazio può aiutarti a verificare buste paga, CU e applicazione del 5% sulla tua situazione concreta.

Ti richiamiamo noi

Lascia i tuoi contatti: analizzeremo la tua situazione e ti diremo esattamente a cosa hai diritto.


    1. Verifica che il tuo CCNL rientri nei rinnovi agevolati

      Controlla se il contratto collettivo della tua categoria è stato rinnovato tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2026. Puoi verificarlo sul sito del sindacato di categoria o chiedendo alla CGIL. Se il rinnovo è avvenuto in questo periodo, gli incrementi erogati nel 2026 possono beneficiare del 5%.

    2. Controlla il tuo reddito da lavoro dipendente 2025

      Il limite è di 33.000 euro di reddito da lavoro dipendente 2025. Se nel 2025 hai avuto più datori di lavoro, devi sommare tutti i redditi percepiti. Consulta le CU ricevute all’inizio del 2026 per avere il dato preciso.

    3. Se hai avuto più datori di lavoro nel 2025, comunica le CU al datore attuale

      Consegna al datore di lavoro attuale le Certificazioni Uniche (CU) degli altri rapporti di lavoro del 2025, oppure, se non disponibili, una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (DPR 445/2000). Senza questa comunicazione il datore non può verificare il requisito.

    4. Controlla la busta paga: cerca la voce ‘imposta sostitutiva 5%’

      Se hai i requisiti e il CCNL rientra, l’agevolazione viene applicata automaticamente. Verifica nelle buste paga del 2026 la presenza di una voce specifica per la tassazione sostitutiva al 5% sull’incremento contrattuale. Se non la vedi, chiedi chiarimenti al datore di lavoro o al tuo sindacato.

    5. In caso di dubbio o errore, rivolgiti alla CGIL o verifica in dichiarazione

      Se ritieni che l’agevolazione non sia stata applicata correttamente o che sia stata applicata senza avere i requisiti puoi regolarizzare la situazione in sede di dichiarazione dei redditi 2026 (modello 730 o Redditi PF).


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    Domande frequenti

    La detassazione al 5% vale per tutti gli aumenti in busta paga?

    No. L’agevolazione si applica solo agli incrementi retributivi derivanti da rinnovi contrattuali CCNL sottoscritti tra il 2024 e il 2026 e corrisposti nel 2026. Restano esclusi scatti di anzianità, straordinari, indennità di turno, notturno e festivo, e le una tantum per arretrati contrattuali.

    Chi ha diritto all’imposta sostitutiva del 5% nel 2026?

    Le lavoratrici e i lavoratori dipendenti del settore privato con reddito da lavoro dipendente 2025 non superiore a 33.000 euro. Il limite considera tutti i redditi da lavoro dipendente dell’anno, anche da più datori di lavoro. Il pubblico impiego è escluso.

    Devo fare domanda per ottenere la tassazione al 5%?

    No. L’agevolazione viene applicata automaticamente dal datore di lavoro come sostituto d’imposta. È possibile rinunciarvi con comunicazione scritta se si preferisce la tassazione ordinaria, ma non è necessaria alcuna domanda per ottenerla.

    Quali rinnovi contrattuali rientrano nella detassazione 2026?

    Rientrano i rinnovi dei contratti collettivi nazionali sottoscritti dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026. L’agevolazione si applica agli incrementi corrisposti nell’anno 2026, tenendo conto del principio di cassa allargata (somme pagate entro il 12 gennaio 2027 riferite al 2026).

    Se nel 2025 ho avuto più datori di lavoro, cosa devo fare?

    Devi consegnare al datore di lavoro attuale le Certificazioni Uniche (CU) degli altri rapporti di lavoro del 2025. Se non sono disponibili, puoi presentare una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (DPR 445/2000). Senza questa comunicazione il datore non può verificare il requisito dei 33.000 euro.

    Colf e badanti possono avere la detassazione al 5%?

    Sì, ma chi non ha un sostituto d’imposta come nel lavoro domestico non riceve il beneficio in busta paga. In questo caso l’agevolazione si recupera in dichiarazione dei redditi relativa al 2026 (modello 730 o Redditi PF).

    Cosa succede se il reddito 2025 supera i 33.000 euro?

    Chi nel 2025 ha superato i 33.000 euro di reddito da lavoro dipendente non ha diritto all’imposta sostitutiva. Se durante il 2026 il reddito complessivo dovesse avvicinarsi o superare la soglia, il datore di lavoro ricalcolerà e in dichiarazione potrà emergere un conguaglio.

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