L’aumento di oltre il 5 per cento della Tari “è una scelta da rivedere perché va nella direzione opposta a quella più volte annunciata e andava evitata, considerando che le famiglie sono già alle prese con gli effetti delle decisioni sbagliate del Governo nazionale”. Lo dichiara in una nota il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio, Natale Di Cola. “Anziché sterilizzare gli effetti negativi determinati dalle regole nazionali di Arera, – prosegue Di Cola – si sta scegliendo di far pagare alla cittadinanza l’aumento dei costi, senza tenere conto del reddito, colpendo indistintamente le famiglie con redditi medi e bassi, aggravando ulteriormente la perdita di potere d’acquisto. Questo giovedì incontreremo l’Amministrazione proprio sui temi del bilancio, un confronto che sarebbe stato utile svolgere prima della discussione della delibera in Aula Giulio Cesare, anche per condividere soluzioni differenti. La scelta sulla Tari rende ancora più urgente cancellare la maggiorazione dell’addizionale comunale all’Irpef per ridurre la pressione fiscale alle lavoratrici, ai lavoratori, alle pensionate ed ai pensionati”.
Se il recupero di 60 milioni di euro dall’evasione, “che è senza dubbio un risultato positivo, non è bastato per impedire l’aumento della Tari, non può diventare un alibi per aumentare comunque il prelievo su chi vive di lavoro o è in pensione – aggiunge Di Cola -. Si sarebbe potuto, ad esempio, rendere più equo e progressivo l’aumento in base all’Isee, garantendo comunque il blocco della tariffa per i redditi da lavoro e pensione fino a 35 mila euro. Ci aspettiamo che l’Amministrazione Capitolina agisca nei confronti di Ama affinché una parte dell’aumento dei costi, come definito da Arera stessa, possa essere assorbita da una migliore organizzazione del servizio, invece di essere scaricata integralmente sulle cittadine e i cittadini. Il Campidoglio deve inoltre intraprendere un’azione forte nei confronti del Governo Meloni, che continua a non riconoscere alla Città di Roma, attraverso adeguati finanziamenti, le sue funzioni di Capitale per garantire il corretto funzionamento di tutti i servizi pubblici. Lo avevamo già detto in vista del Giubileo, Roma avrebbe avuto bisogno di risorse aggiuntive anche per il 2026, ma si è persa un’occasione ed ora dobbiamo fare di tutto affinché non siano le cittadine e i cittadini a pagarne il conto”, conclude Di Cola.
