L’approvazione in Senato delle risoluzioni sulle intese preliminari con alcune regioni “rappresenta l’ennesima forzatura del governo sul percorso dell’autonomia differenziata. Un progetto che, nonostante i rilievi della Corte costituzionale e le numerose critiche sollevate, continua a mettere in discussione l’unità della Repubblica e l’uguaglianza dei diritti, aggravando le disparità territoriali, a partire dalla sanità”. Lo comunica in una nota la Cgil di Roma e Lazio, che aderisce al presidio promosso dai Comitati per il ritiro di ogni autonomia differenziata, in programma martedì 21 luglio, dalle 16:30, in piazza Montecitorio.
“Il trasferimento di competenze e risorse alle Regioni più ricche produrrebbe inevitabilmente nuove disuguaglianze nell’accesso alla salute, all’istruzione, ai servizi pubblici e ai diritti del lavoro, penalizzando anche le cittadine e i cittadini del Lazio. È un disegno che legittima le differenze anziché contrastarle, come sancisce la nostra Costituzione, e che rischia di trasformare il luogo in cui si nasce o si vive nel fattore decisivo per l’esercizio dei diritti fondamentali”, conclude la nota.
