Bonus anziani 2026: cos’è la Prestazione Universale INPS e a chi spetta
Il cosiddetto “Bonus anziani 2026” è, in realtà, la Prestazione Universale INPS: una misura sperimentale attiva dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2026 pensata per sostenere la domiciliarità delle persone ultraottantenni non autosufficienti con bisogni assistenziali molto elevati e redditi bassi.
Non è un contributo automatico: va richiesto all’INPS anche tramite il nostro Patronato Inca Cgil. Per farlo è possibile prenotare un appuntamento tramite il numero unico 0673100700
Cos’è la Prestazione Universale (Bonus anziani)
Secondo INPS, la Prestazione Universale è una misura economica per le persone anziane non autosufficienti che assorbe l’indennità di accompagnamento e aggiunge una quota integrativa (“assegno di assistenza”) per pagare assistenza e servizi a domicilio.
Requisiti 2026: chi può richiederla
Hai diritto alla Prestazione Universale se tutti questi requisiti sono presenti:
- Età: 80 anni o superiore
- Titolare di indennità di accompagnamento
- ISEE sociosanitario (ordinario o ristretto) in corso di validità non superiore a 6.000 euro
- Riconoscimento del “bisogno assistenziale gravissimo” (verificato anche tramite questionario e valutazioni INPS)
Importi 2026: quanto spetta (e a quanto può arrivare)
La Prestazione Universale è composta da:
- Quota fissa = indennità di accompagnamento
- Quota integrativa = assegno di assistenza “attualmente pari a 850 euro mensili” (nei limiti delle risorse disponibili)
Per il 2026, l’indennità di accompagnamento risulta pari a 552,57 euro al mese
Quindi, in totale l’importo può arrivare fino a 1.402,57 euro al mese (850 + 552,57), fermo restando che la quota da 850 euro è vincolata alle spese ammesse e ai controlli.
La prestazione è indicata da INPS come esente da imposte e non pignorabile.
A cosa serve l’assegno di assistenza da 850 euro (spese ammesse)
La quota integrativa non è “libera”: può essere usata solo per:
- Pagare assistenti domiciliari/lavoratori domestici regolarmente contrattualizzati
- Acquistare servizi di assistenza non sanitaria da imprese e professionisti qualificati (cura e igiene, pasti a domicilio, lavanderia, aiuto in casa, accompagnamento a visite/commissioni, disbrigo pratiche; e anche servizi sociali come sostegno relazionale, telesoccorso, teleassistenza, ecc.).
Regole pratiche (INPS)
- Se assumi una badante/lavoratore domestico: nel tutorial INPS è indicato che il contratto deve essere intestato al beneficiario, l’assunzione deve essere almeno di 15 ore settimanali e i contributi devono essere regolarmente versati.
- INPS ha anche chiarito che la prestazione può essere riconosciuta anche se il contratto è stipulato da un familiare/amministratore di sostegno/tutore, purché dall’istruttoria risulti che il rapporto è finalizzato all’assistenza del beneficiario e che indirizzo e mansioni siano coerenti.
Rendicontazione e controlli: attenzione alle scadenze
INPS prevede controlli trimestrali sull’uso della quota integrativa; la mancata dimostrazione della spesa può portare alla decadenza dal beneficio.
Assistenza CGIL Roma e Lazio: ti aiutiamo a fare domanda e a non perdere il diritto
La Prestazione Universale può essere un sostegno importante, ma richiede requisiti stringenti e soprattutto una gestione corretta della rendicontazione.
Rivolgiti al Patronato INCA CGIL Roma e Lazio per:
- verifica requisiti e documenti;
- supporto nella domanda INPS;
Rivolgiti al CAAF CGIL di Roma e Lazio per:
- ISEE 2026
- assistenza su contratto di lavoro domestico
FAQ – Bonus anziani 2026 (Prestazione Universale)
No: va presentata domanda all’INPS (anche tramite il Patronato Inca Cgil Roma e Lazio).
Sì: serve un ISEE sociosanitario (ordinario o ristretto) valido inferiore a 6.000 euro.
No: la quota integrativa è utilizzabile esclusivamente per lavoro di cura/assistenza (badante/lavoro domestico regolare) o per servizi di assistenza non sanitaria ammessi.
INPS prevede controlli: la mancata dimostrazione della spesa può comportare decadenza dalla quota integrativa (e possono esserci recuperi di somme non giustificate).
Il contratto deve essere intestato al beneficiario, ma l’INPS ha chiarito che la prestazione può essere riconosciuta anche se il contratto è stipulato da un familiare/amministratore di sostegno ecc., se l’assistenza è effettivamente rivolta al beneficiario e documentata correttamente.
