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Autonomia differenziata, Cgil e Uil: cittadini del Lazio saranno tra i più penalizzati

L’autonomia differenziata “produrrà un modello di Stato fondato sulle disuguaglianze e le ingiustizie sociali, determinando, nei fatti, una secessione delle regioni più ricche”. È quanto emerso ieri, presso la Città dell’Altra Economia, nell’iniziativa promossa dalla Cgil di Roma e Lazio e della Uil del Lazio che ha visto la partecipazione di uno dei principali esperti di coesione territoriale, Gianfranco Viesti, autore del libro “Contro la secessione dei ricchi: autonomie regionali e unità nazionale” e della consigliera regionale Marta Bonafoni. “Già oggi esistono divari inammissibili tra le regioni italiane e all’interno dei territori stessi delle regioni, in termini di eguale garanzia e accesso a diritti fondamentali, che non sono solo di cittadinanza, come quello alla salute. In questo momento essere nati in una regione italiana e non in un’altra può determinare fino a 3 anni di aspettativa di vita in meno”.

“Invece di mettere in campo scelte politiche che guardano al superamento dei gap e all’attuazione della Carta Costituzione, si sceglie di esacerbare le disuguaglianze – hanno detto i segretari generali regionali di Cgil e Uil, Natale Di Cola e Alberto Civica – Il rischio dell’aumento delle differenze sociali non riguarda solo i servizi pubblici, in questi mesi c’è chi ha riesumato anche l’idea delle gabbie salariali, un modello che legava la retribuzione al luogo in cui si viveva. In discussione sono quindi tutti i diritti delle persone, come cittadini e come lavoratori, e per queste ragioni ci stiamo mobilitando per fermare questo progetto. Sapere che il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, sia a favore di un modello di Paese retto sulle disuguaglianze e che lo sia nella consapevolezza che i cittadini del Lazio saranno tra i più penalizzati non è comprensibile”.

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