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Sanità, Cgil e Fp: 1219 aggressioni nel 2023. Garantire a personale di lavorare in sicurezza

“Sono 1219 le lavoratrici e i lavoratori del servizio sanitario regionale del Lazio che hanno denunciato di aver subito un’aggressione durante il 2023. Nel 65 per cento dei casi si tratta di donne e nel 57 per cento personale infermieristico. Rispetto al 2022 sono aumentati sia i casi denunciati (+45 per cento), che il numero di operatori coinvolti (+65,4 per cento) e in un caso su tre l’aggressione è stata anche fisica”. Lo dichiarano in una nota la Cgil e la Fp Cgil di Roma e del Lazio.

“Quanto emerge dai dati dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie – continua la nota- inizia a mettere in luce un fenomeno molto più ampio e grave di quanto riportato dall’Inail, che traccia solo gli infortuni denunciati e generati dalle aggressioni, ma che comunque resta parziale. I dati sono sottostimati sia per l’assenza di dati raccolti in molte realtà private, che per la mancata denuncia da parte delle lavoratrici e dei lavoratori delle aggressioni subite. Tutto ciò rende ancora più urgente agire per garantire al personale sanitario di lavorare in sicurezza, una garanzia che non passa solo ed esclusivamente con il presidio delle forze dell’ordine ma con investimenti ed assunzioni per migliorare la qualità dei servizi e le condizioni lavoro e diminuire i tempi di attesa o anche, semplicemente, per avere il tempo di interfacciarsi con pazienti e accompagnatori. In troppi casi, infatti, le aggressioni scaturiscono dalla della frustrazione e dell’insofferenza per lo stato dei servizi ed è su questo che le istituzioni e le aziende devono fare la loro parte”, concludono la Cgil e la Fp Cgil di Roma e del Lazio

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