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Lazio: Cgil, finanziaria, scelte ampliano disuguaglianze e disagio sociale

Nel Lazio “in materia fiscale siamo nuovamente davanti a scelte di politica economica che ampliano le disuguaglianze e il disagio sociale, che riducono il potere di acquisto dei redditi da lavoro dipendente e pensioni, che non vogliono incidere realmente sui grandi patrimoni e sull’evasione fiscale”. Lo dichiara la Cgil di Roma e del Lazio.
In una nota la Cgil spiega: “Leggeremo con attenzione il testo della manovra finanziaria, approvata ieri dalla Giunta Rocca, prima di esprimere un giudizio complessivo sulle scelte adottate ma l’assessore al Bilancio Righini omette di dire che dal primo gennaio 2024 le cittadine e i cittadini del Lazio pagheranno fino a 320 euro in più di addizionale regionale all’Irpef.
Nell’ultimo incontro con l’assessore Righini – continua la nota – ci è stata comunicata la decisione di non rifinanziare il Fondo Tagliatasse e il Bonus Energia. Decisione su cui esprimiamo la nostra piena contrarietà davanti al proseguire della crisi economica e dell’erosione del potere d’acquisto di chi vive di lavoro o è in pensione. È paradossale, quindi, affermare di non aver aumentato le tasse quando non si rifinanzia il fondo che consentiva di applicare ai redditi tra i 15 mila e i 35 mila euro l’aliquota dell’1,73 per cento anziché del 3,33 per cento, determinando un aumento dell’addizionale irpef dell’1,6 per cento.
Ci aspettavamo, anche in relazione alla situazione debitoria, la costruzione di un percorso di maggior condivisione e dialogo sulle scelte politiche possibili anziché utilizzare il giudizio di parifica emanato dalla Corte dei Conti sul Bilancio Regionale del 2022 come alibi per adottare misure regressive.
In materia fiscale siamo nuovamente davanti a scelte di politica economica che ampliano le disuguaglianze e il disagio sociale, che riducono il potere di acquisto dei redditi da lavoro dipendente e pensioni, che non vogliono incidere realmente sui grandi patrimoni e sull’evasione fiscale. Se su questi temi non registreremo un cambio di passo non resteremo fermi”, conclude la Cgil di Roma e del Lazio.

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