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Mafie: la Cgil alla Marcia della legalità da Anzio a Nettuno

La Cgil Roma Sud Pomezia Castelli e la Cgil di Roma e del Lazio aderiscono al “Manifesto per la legalità” promosso dalla Rete no bavaglio e parteciperanno alla Marcia della legalità contro le mafie per la giustizia che venerdì 8 luglio, a partire dalle 20:00, si snoderà da piazza Pia, ad Anzio, a Piazza Cesare Battisti, a Nettuno”. Lo riferiscono, in una nota, le organizzazioni sindacali. “La Cgil – continua la nota – segue infatti con attenzione e crescente preoccupazione le vicende di questo territorio: le indagini della Dda, le operazioni delle forze dell’ordine, le inchieste giornalistiche e purtroppo anche le notizie quotidiane indicano con chiarezza la presenza di forti infiltrazioni della criminalità organizzata che condiziona e avvelena la vita economica, sociale e politica delle due città. Ricordiamo, da ultimo, le commissioni di accesso ancora al lavoro nei due Comuni e l’evidente crisi politica e istituzionale delle amministrazioni che ha portato alla sfiducia e alle dimissioni del sindaco di Nettuno. La legalità – precisa la nota – è per noi il presupposto fondamentale per un’economia e una società sana, per lo sviluppo e per il lavoro, così come abbiamo anche recentemente riaffermato nelle nostre giornate di volantinaggio e presenza in piazza in occasione dell’iniziativa ‘La legalità parte dal lavoro’. Il contrasto al lavoro nero e irregolare in tutte le sue forme, la trasparenza negli appalti e nella pubblica amministrazione, la lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata sono essenziali”.

“Ancor più in una fase in cui nel nostro Paese e nel territorio arriveranno risorse importanti dal Pnrr e dalla nuova programmazione europea 2021-2027 – prosegue la nota -. Fondi che rappresentano un’occasione di rilancio produttivo e occupazionale, un’opportunità per migliorare il welfare, la sanità territoriale, le condizioni di vita e di lavoro delle persone e che andranno utilizzate nella maniera più efficace e trasparente, attraverso una progettazione adeguata e confrontandosi con le parti sociali, così come previsto dal Protocollo Nazionale, e finalizzate a creare lavoro e servizi. Non devono esser perse per mancanza di capacità progettuale o sprecate né tantomeno alimentare corruzione, illegalità, clientele. Perciò mai come in questo momento è necessario l’impegno di tutta la società civile per contrastare le infiltrazioni mafiose e ogni tipo di corruzione e affermare una cultura e una pratica della legalità in tutti gli ambiti, a partire dal mondo del lavoro”.

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