“I nuovi dati Agenas sulle liste d’attesa evidenziano il calo delle prestazioni erogate entro i tempi di garanzia. Il Lazio, infatti, è tra le regioni che registrano un peggioramento sia per le prime visite sia per gli esami diagnostici nel confronto tra il primo semestre 2025 e il primo semestre 2026”. Lo comunica in una nota la Cgil di Roma e del Lazio.
“Per le prime visite il Lazio passa dal 94,6 al 91,6 per cento di prestazioni erogate nei tempi previsti, perdendo tre punti percentuali e collocandosi tra le regioni in cui il rispetto dei tempi di attesa diminuisce. – spiega la Cgil – Anche per gli esami diagnostici si registra un arretramento, in controtendenza rispetto al dato nazionale, che invece evidenzia un miglioramento complessivo sia per le visite sia per gli accertamenti diagnostici. Guardando esclusivamente agli esami diagnostici di tipo B, ossia da garantire entro dieci giorni, – aggiunge il sindacato – in alcune Asl la percentuale di prestazioni erogate nei tempi scende all’87 per cento e i giorni di attesa medi sono superano i trenta. Il risultato è che continuano ad esserci, ed aumentano, persone costrette a rivolgersi al privato, pagando di tasca propria, o a rinunciare alle cure in assenza di una risposta pubblica adeguata. Per queste ragioni abbiamo scritto alla Regione Lazio chiedendo un incontro per condividere soluzioni e strategie per invertire la tendenza e fare in modo che il diritto alle cure e alla salute sia pienamente garantito attraverso il servizio sanitario regionale pubblico”, conclude la nota.
