È un fatto “importante che Roma si doti di una strategia per affrontare gli effetti del cambiamento climatico e ridurre l’impatto del caldo sulla popolazione, a partire dalle persone più vulnerabili. Tuttavia, nel piano caldo presentato oggi dal Campidoglio il mondo del lavoro non riceve la giusta attenzione che merita, in una città nella quale centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori sono esposti ogni giorno ai rischi provocati dalle alte temperature, sia all’aperto sia nei luoghi chiusi non adeguatamente protetti”. Lo comunica in una nota il segretario generale della Cgil di Roma e Lazio, Natale Di Cola.
“Far rispettare e garantire la piena attuazione dell’ordinanza regionale per tutelare la salute e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori è la precondizione, ma non basta – aggiunge Di Cola -. È necessario considerare chi questa città la fa funzionare ogni giorno, lavorando nei cantieri, nei servizi, nella logistica, nelle pulizie, nell’assistenza, nel commercio, nel turismo, nei trasporti, nelle scuole e in tanti altri settori. Anche le lavoratrici e i lavoratori sono tra i soggetti più esposti agli effetti della crisi climatica e hanno bisogno di misure concrete di prevenzione, protezione e sostegno. Per queste ragioni chiediamo al Comune di Roma di riaprire subito un confronto per integrare il Piano Caldo con interventi specifici sul lavoro, a partire dal rafforzamento delle misure di prevenzione, dal coordinamento con l’ordinanza regionale, dall’estensione delle tutele nei servizi in appalto e dall’adozione di provvedimenti mirati per le lavoratrici e i lavoratori del Comune, delle sue società partecipate e dei lavori pubblici, sia all’aperto sia nei luoghi chiusi esposti alle alte temperature”, conclude Di Cola.
