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Il DL 159/2025 sulla Sicurezza: Invece di tutelate tutti i lavoratori, nelle imprese  turistico – ricettive e negli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande “spunta la deroga”

Come avevamo sottolineato nella precedente Newsletter, il Decreto Legge del 31 ottobre 2025, n.159 lo consideriamo una mancata occasione per affrontare in modo organico e risolutivo le criticità strutturali che maggiormente incidono sulla vita, la salute e sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici.

La mancanza di una volontà precisa a contrastare concretamente il fenomeno degli infortuni sul lavoro la possiamo individuare all’ art. 1) del Decreto-legge 31 ottobre 2025, n. 159, coordinato con la legge di conversione 29 dicembre 2025 n. 198 dove,  nelle imprese turistico-ricettive, la formazione e l’eventuale addestramento specifico di cui all’articolo 37, comma 4, lettera a), del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, si concludono entro trenta giorni dalla costituzione del rapporto di lavoro o dall’inizio dell’utilizzazione qualora si tratti di somministrazione di lavoro. 

Quindi, diversamente a tutte le altre imprese degli altri settori, dove la formazione deve avvenire prima dell’inizio dell’attività lavorativa,  per questi lavoratori la formazione è soggetto a deroga.

Eppure, sappiamo benissimo che la formazione e l’eventuale addestramento, soprattutto in queste attività che prevedono spesso l’impiego di  personale stagionale durante i picchi produttivi,  è fondamentale per acquisire tutte quelle conoscenze necessarie al lavoratore per capire cosa è rischioso e pericoloso da ciò che non lo è. Come si può svolgere un’ attività lavorativa  in sicurezza, senza prima conoscere e comprendere i rischi e i pericoli dell’ ambiente di lavoro, delle attrezzature  e quali sono le figure di riferimento nella gestione della salute e sicurezza sul lavoro? E tale scelta non può trovare giustificazione nel  fatto che queste imprese vengono  classificate come  rischio “basso” poiché, gli ultimi dati Inail, ci dicono che gli infortuni in occasione di lavoro in questi settori sono tendenzialmente in aumento e che, non è affatto raro che si tratti di infortuni anche gravi (prognosi superiore a 40 gg).

In aggiunta la decisione del legislatore di prevedere una deroga di 30 giorni per queste imprese, appare  in netto contrasto con quanto previsto dalla Direttiva Quadro concernente l’attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro (89/391/CEE) (GU L 183, 29.6.1989, p.1), che all’ Articolo 12 – Formazione dei lavoratori prevede che Il datore di lavoro deve garantire che ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente e adeguata in materia di sicurezza e di salute, sotto forma di informazioni e di istruzioni, in occasione della sua assunzione.

Inoltre è chiaro che la legge 159/2025 non ha stabilito  regole efficaci per tutelare chi lavora ad es. nella filiera degli appalti e subappalti. È proprio in queste realtà lavorative che si concentrano le stragi sul lavoro e dove, chi dovrebbe garantire la salute e sicurezza sul lavoro generale ovvero la stazione appaltante, quest’ ultima  una volta affidato l’appalto, si disinteressa di quello che avviene all’ interno del mondo della filiera (che poi è lo stesso modus operandi (a cascata) messo in atto dall’ impresa affidataria  nei confronti dell’ azienda in subappalto).

E’ noto che è proprio nel meccanismo di gestione tra aziende in appalto e sub appalto che si annida la violazione delle leggi, si genera lavoro precario e non si fanno investimenti per attrezzature adeguate, formazione e addestramento in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Un modo di gestire il lavoro in cui le grandi stazioni appaltanti assegnano appalti alle aziende tramite l’ “offerta economicamente più vantaggiosa”  che  poi, di fatto, si traduce nel ricavare il profitto stabilito e lasciare campo libero alle aziende affidatarie e in subappalto su come trovare ricavi dove “la coperta è corta” anche e soprattutto a discapito della salute e sicurezza che, di conseguenza, si trasforma nelle quotidiane  tragedie dei morti sul lavoro, nel crescente e costante aumento degli infortuni e delle malattie professionali. 

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