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Crans-Montana, Cgil Roma Lazio: Governo annuncia di vietare candele ma introduce deroga alla formazione su salute e sicurezza nei locali

Quella di Crans-Montana “non è stata soltanto una strage di persone. È stata anche una gravissima tragedia che ha colpito il mondo del lavoro. Tra vittime e feriti si contano infatti anche diverse persone che, quella sera, stavano lavorando nel locale”. Lo dichiara in una nota la Cgil di Roma e del Lazio.

“A distanza di qualche giorno, i numerosi elementi emersi sui media in merito a cause e concause che hanno portato alla morte di 40 persone e al ferimento di altre 100 delineano un quadro che, se confermato dagli accertamenti delle autorità competenti, richiama direttamente il tema del rispetto delle norme in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e delle responsabilità in capo ai datori di lavoro.

Di fronte a una tragedia di questa portata, il Governo Meloni ha avanzato la proposta di un decreto-legge per vietare nel nostro Paese l’uso di candele scintillanti nei locali al chiuso. Non è la prima volta che il Governo, più per finalità propagandistiche che per merito, ricorre a decreti invece di impegnarsi concretamente sull’applicazione e sul rispetto della normativa vigente e sul rafforzamento dei controlli.

È una scelta singolare, infatti, che mentre si annuncia una proposta di questo tipo, lo stesso Governo abbia disposto, esclusivamente per il settore del turismo e dei pubblici esercizi, all’interno del quale ricadrebbe un’attività come quella del Constellation di Crans-Montana, una deroga di 30 giorni, a partire dalla data di assunzione, per la formazione delle lavoratrici e dei lavoratori sui temi della salute e della sicurezza, inserita nella legge di conversione del DL 159/2025.

Una scelta sbagliata, che mette a rischio la vita delle lavoratrici e dei lavoratori, a cominciare da chi ha contratti stagionali e precari, largamente diffusi nel settore. Persone che si ritroverebbero ad operare senza un’adeguata formazione sui rischi specifici del luogo di lavoro, sulle procedure da seguire in caso di emergenza, come gli incendi, e sulle azioni da mettere in campo di fronte a pericoli e criticità.

Chiediamo che il Governo faccia marcia indietro e garantisca anche alle lavoratrici e ai lavoratori di questo settore lo stesso diritto alla formazione su salute e sicurezza, anziché strizzare l’occhio a chi considera la sicurezza sul lavoro un costo e un impedimento. La prevenzione, la formazione e il rispetto delle regole non sono derogabili”

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