Il Decreto Legge 31 ottobre 2025, n. 159, sebbene mosso dall’intento di rafforzare la sicurezza sul lavoro, si presenta come un intervento disorganico sulla normativa vigente. Si osserva chiaramente come il Decreto non affronta in modo organico e risolutivo le criticità strutturali che maggiormente incidono sulla salute e sicurezza dei lavoratori, quali la complessa disciplina degli appalti (pubblici e privati), la qualificazione effettiva delle imprese e il contrasto al numero esorbitante dei contratti, spesso “pirata”, che abbassano le tutele e deformano il mercato delle consulenze e della formazione. Un Decreto che dispone a successivi atti, contenuti in diversi articoli a continui rinvii, risulta molto lontano dalla reale intenzione che si è prefissato, ovvero di attuare concretamente “misure urgenti per la per la tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro e in materia di protezione civile”.
Se da un lato valutiamo positivamente la volontà di essere intervenuti su aspetti condivisibili come quello che introduce il c.d. “badge di cantiere, l’inasprimento delle multe in relazione alla patente a crediti, i contribuiti in agricoltura e a sostegno del lavoro agricolo, l’attenzione verso l’obbligo di aggiornamento sulla salute e sicurezza anche nelle piccole aziende (sotto i 15 dipendenti), l’istituzione della copertura Inail per il tragitto casa lavoro degli studenti impiegati in esperienza di alternanza scuola lavoro, la concessione delle borse di studio ai superstiti dei caduti sul lavoro e l’assunzione a tempo determinato dei medici dell’ Inail dall’ altro, altri punti importanti rimangono molto vaghi e dilatati nel tempo.
Basti vedere gli art. 1 e 2; si intende premiare le aziende più “virtuose” ma i criteri di premialità sono demandati ad un successivo decreto ministeriale (entro 60 gg) e senza alcuna consultazione né con le forze sociali né con le Regioni e l’INL. Per quanto ci riguarda è fondamentale un confronto per individuare i criteri che rendono un’ azienda “virtuosa”, o meno. Premiare le aziende virtuose senza ragionare sulla filiera dell’appalto e il sub appalto, è un atto inutile se non dannoso, poiché è nella filiera dell’appalto delle aziende “virtuose” che si verificano praticamente la quasi totalità degli incidenti.
E’ da molto tempo che siamo in attesa del decreto attuativo della revisione di mezzi (come i trattori) su cui ogni anno perdono la vita oltre 100 lavoratori (dati INAIL). Occorre sostenere e incentivare l’ acquisto di nuovi trattori che dispongono di sistemi di sicurezza efficienti ed essenziali e, comunque, incentivare anche l’adeguamento dei trattori ancora privi di sistemi di sicurezza fondamentali.
L’attuazione della disposizione relativa alla tessera di riconoscimento (badge di cantiere) con elementi anticontraffazione è soggetta al rinvio di 60 giorni in attesa di un decreto ministeriale e i criteri e i requisiti di accreditamento presso le Regioni dei soggetti che erogano formazione verranno individuati in sede di Conferenza Stato-Regioni entro 90 giorni. Su questo punto un’altra occasione persa è non aver preso spunto dall’accordo siglato dalla categoria degli edili a Roma che avrebbe potuto introdurre elementi più tutelanti.
Sotto l’aspetto della divulgazione ed informazione vengono trasferiti 35 mln di euro dall’ Inail allo Stato (bilancio), anche attraverso sistemi innovativi e tecnologici. Resta da comprendere bene quando e attraverso quali meccanismi. Bene l’ intenzione di stabilizzare gli ispettori del INL (e gli operatori) ma questo, però, non vale per gli operatori dei Servizi PSAL delle ASL (Art. 16) dove si prevedono invece assunzioni a tempo determinato. Considerato che queste figure professionali necessitano di un’ ampia formazione, stabilizzarle è la scelta più efficace ed equa. Per quanto riguarda il rafforzamento della destinazione dell’Organico (INL-ASL) ancora una volta non si affronta il problema alla fonte, ossia che necessitano più risorse stabili.
Certo su quest’ultimo aspetto se non cambiano le condizioni di lavoro e i trattamenti degli ispettori dell’Ispettorato Nazionale sarà difficile trattenere i vincitori di concorso dal trasferirsi presso altre amministrazioni dello Stato.
Non condividiamo la scelta di non includere come “luoghi di lavoro” e quindi soggetti alle tutele della legislazione vigente, i luoghi in cui si svolgono esercitazione di formazione e di intervento degli operatori volontari e la formazione degli operatori della protezione civile. Le tutele devono essere estese anche per loro. E’ bene inoltre specificare che le Norme tecniche UNI (che dovrebbero essere rese pubbliche) e quindi utili ad Aziende e Rls, sono consultabili ma non scaricabili.
Chiediamo che il Parlamento utilizzi la fase di conversione per inserire tutte le disposizioni in un disegno complessivo, garantendo la stabilità e il coordinamento di tutti gli organi di vigilanza e affrontando finalmente, con il dovuto confronto con le forze sociali, le riforme strutturali degli appalti e della formazione. Questo Decreto, così com’è, rappresenta un’occasione persa per una vera svolta nella sicurezza.
