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Automotive: Cgil Lazio, chiesta a Regione task force per crisi settore

Roma, 05 set 16:25 – (Agenzia Nova) – “Oggi abbiamo incontrato la Regione Lazio, insieme alla Cgil di Frosinone-Latina e alla Fiom Cgil di Frosinone e Latina, per affrontare le gravi difficoltà che stanno colpendo il settore dell’automotive del nostro territorio, con particolare riferimento al distretto di Cassino”. È quanto si legge in una nota della Cgil di Roma e Lazio. “Solo nello stabilimento Stellantis – aggiunge il sindacato – lavorano circa 2.300 dipendenti e, nei primi sei mesi dell’anno, la produzione è crollata a livelli persino inferiori a quelli registrati durante la pandemia. Questa crisi ha un impatto pesantissimo non solo sul settore, ma anche sull’ indotto, che coinvolge oltre 30 mila persone. La ragione principale è la mancanza di un piano industriale da parte di Stellantis per il sito di Cassino, così come l’assenza di una missione produttiva chiara in merito all’elettrico e all’ibrido. È indispensabile che istituzioni e parti sociali richiamino la multinazionale alle proprie responsabilità”.

“Accogliamo positivamente l’impegno della Regione Lazio a mettere in campo misure per contrastare la crisi e a riaprire un confronto sulle strategie da adottare. Per questo abbiamo chiesto di dare continuità confronto con l’apertura di un tavolo tematico su Cassino, con la partecipazione del Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, dell’assessora allo Sviluppo Economico Roberta Angelilli e dell’assessore al Lavoro Giuseppe Schiboni. L’obiettivo è ottenere risposte concrete dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e da Stellantis, rafforzare gli strumenti di sostegno al reddito – oltre agli ammortizzatori sociali – per i lavoratori colpiti e avviare un confronto sulla neutralità tecnologica, garantendo il coinvolgimento dello stabilimento di Cassino e la diversificazione delle motorizzazioni e di gamma. Siamo convinti che solo un piano di rilancio condiviso, basato su investimenti in ricerca, sviluppo e processi di internazionalizzazione, possa evitare il depauperamento di un’area strategica non solo per il Lazio, ma per l’intero Paese”, conclude la Cgil di Roma e Lazio.

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