Il Lazio, “non avendo potuto essere inserito nella Zes (Zona economica semplificata), ha attivato la Zls (Zona logistica semplificata) ma le differenze e i vantaggi sono molti e, in assenza di provvedimenti certi e incisivi, c’è il rischio concreto di delocalizzazioni verso altre regioni”. E’ quanto si legge, in una nota, della Cgil di Roma e del Lazio.
“La Zes, infatti, – continua la nota – oltre alle semplificazioni amministrative della Zls, offre un quadro di agevolazioni fiscali più ampio e significativo. Lo sgravio totale dei contributi per i nuovi assunti under 35 appena approvato, è solo uno tra i tanti provvedimenti più vantaggiosi. Per il Lazio quindi è necessario, al fine di non perdere competitività e diventare meno attraenti per le imprese, investire e accelerare i tempi. La sua posizione strategica, con accesso ai principali porti e infrastrutture di trasporto, lo rende un hub logistico ideale ma dopo gli annunci sembra che la Regione sia ormai in una fase di stasi pericolosa. Attrarre investimenti in settori chiave come la logistica, i trasporti e l’industria per migliorare la competitività delle imprese del territorio è la principale condizione per creare nuove opportunità di lavoro e sviluppo nella nostra regione. Chiediamo al Governo di ratificare al più presto la richiesta di attivare la Zls e alla Regione Lazio di non limitarsi monitorare la situazione. Ci aspettiamo che la Regione Lazio adotti le le misure necessarie per garantire che la Zls sia competitiva e contribuisca allo sviluppo economico del territorio attraverso scelte di politica industriale regionale di filiera e di settori interconnessi in grado di costruire una Zls rafforzata almeno dal punto di vista industriale”, conclude la nota.
