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La Repubblica Roma Intervista a Natale Di Cola: “Resteremo la Capitale dei precari”

«Da tempo ripetiamo che Roma è la Capitale della precarietà». Per il segretario della Cgil Roma e Lazio Natale Di Cola «l’ambizione è di non perdere un’occasione come quella del Giubileo per favorire l’occupazione stabile. Tra le 10 proposte che abbiamo avanzato al Campidoglio per l’Anno Santo ci sono un piano straordinario di assunzioni e la stabilizzazione dei precari che lavorano nei servizi pubblici e nelle società partecipate, a partire da Ama dove nei mesi scorsi c’è stata una selezione per 250 operatori a tempo determinato. Ovviamente anche le imprese dovranno fare la loro parte».

Siglando un accordo come per lo smart working?

«Serve un vero e proprio patto per il lavoro e lo sviluppo sostenibile della Capitale, con cui si possa anche dare forza agli accordi di settore o aziendali che già esistono per superare la precarietà e garantire la sicurezza e il lavoro di qualità. Nel terziario, ad esempio, si è raggiunta un’intesa proprio in vista del Giubileo. Inoltre lavoreremo affinché ci siano accordi che riconoscano alle lavoratrici e i lavoratori il maggior impegno sostenuto nel 2025».

Perché a Roma i contratti durano pochi giorni?

«È una scelta delle imprese: nessuno le obbliga ad assumere con queste condizioni e la normativa nazionale che lo consente e è sbagliata. Motivo per cui la Cgil ha raccolto oltre un milione di firme per chiedere l’abrogazione di alcune norme con un referendum che si voterà nel 2025. Poi ci sono le scelte prese nel territorio. A Roma il sistema delle imprese, trascurando serie politiche industriali, si è orientato in settori caratterizzati da un’occupazione più debole, determinando salari più bassi oltreché posti di lavoro instabili. A questo si aggiunge un’importante presenza di settori ancora caratterizzati dalla discontinuità, come il mondo dello spettacolo, privo di tutele ad hoc. Infine l’arretramento del perimetro pubblico e una gestione degli appalti che in troppi casi ancora non tutela i salari e i diritti di chi lavora».

Sarà un Giubileo soprattutto di precarie donne?

«È un fatto che le donne siano più esposte alla precarietà e a carriere discontinue, come anche al part time involontario. A qualcuno è bastato un lieve incremento del tasso di occupazione per dire di avere risolto il problema ma la verità è che nel nostro paese la linea tra occupazione e disoccupazione è sottilissima e la vera differenza la fa il modo in cui si è occupati. Quando noi diciamo che serve un Giubileo del Lavoro intendiamo affrontare proprio questo nodo, superando le tante ingiustizie sociali».

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