Close

Tragedia sul lavoro a Fontana di Trevi, Di Cola (Cgil Roma) e Truppa (Fillea Cgil Roma): troppi lati oscuri su cui fare luce. Serve impegno per cambiare leggi sbagliate

 A 24 ore di distanza dalla morte di “Peter Isiwele, operaio edile nigeriano di 48 anni, nel crollo dell’ascensore nell’immobile in ristrutturazione in via delle Vergini, nel centro di Roma, a pochi passi dalla Fontana di Trevi, aumentano gli aspetti su cui chiediamo si faccia chiarezza”. Lo dichiarano in una nota il segretario generale della Cgil di Roma Lazio , Natale Di Cola, e il segretario generale della Fillea Cgil di Roma Lazio, Benedetto Truppa.

“Ci chiediamo, infatti – aggiungono – come mai su quell’ascensore ci fossero due operai edili non formati e abilitati a svolgere quel tipo di lavorazione, indipendentemente dal loro inquadramento, il primo livello, che prevede l’impiego in mansioni semplici nel campo delle costruzioni e una minore retribuzione.

In tutto questo non è neanche chiaro a che titolo ci fosse un minorenne in quel cantiere. In queste ore leggiamo sulla stampa essere figlio di un dipendente, anche lui presente al momento dell’incidente, di un’azienda d’installazione e manutenzione di ascensori e che da almeno un anno svolgerebbe l’attività di ascensorista. Eppure è una mansione per cui è richiesta un’abilitazione rilasciata da parte della prefettura, che naturalmente è preclusa ai minorenni.

Ci aspettiamo che le forze politiche escano dal silenzio ed agiscano per cambiare le leggi sbagliate sul lavoro e per introdurre misure che garantiscono realmente la salute e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori”.

Related Posts