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Caporalato, Cgil incontra Regione Lazio: serve task force

(ANSA) – ROMA, 28 GIU – “Oggi si è riunito su nostra richiesta il tavolo operativo “sicurezza sul lavoro e contrasto al fenomeno del caporalato” con la partecipazione del Commissario straordinario di Governo per la Lotta al caporalato, il Prefetto di Latina, il capo di Gabinetto del Ministro del Lavoro e Politiche Sociali, tanti sindaci della provincia di Latina, gli assessori al lavoro e al bilancio della Regione Lazio e il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, dopo l’orrenda morte di Satnam Singh, il bracciante agricolo abbandonato agonizzante e poi morto a Latina. Si èdiscusso sulle azioni da mettere in campo per contrastare il caporalato, lo sfruttamento e il lavoro nero”.

A renderlo noto Natale Di Cola, segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio. “Dal presidente Rocca, insieme alle giuste parole di condanna per quanto accaduto, è arrivata una prima disponibilità, nel tracciato del Protocollo del 2019 la Regione Lazio e le parti sociali denominato “Per un lavoro di qualità in agricoltura” e della Legge Regionale n° 18/2019, “Disposizioni per contrastare il fenomeno del lavoro irregolare e dello sfruttamento dei lavoratori in agricoltura – continua Di Cola – . è tuttavia evidente che non siamo davanti a un caso isolato e per questo occorrono provvedimenti straordinari e urgenti, a partire dalla costituzione di una task force composta da tutte le forze dell’ordine coordinate dal Prefetto che, con il supporto dell’ITL e dell’INL, siano in grado di effettuare un forte controllo del territorio e interventi mirati nei confronti delle aziende che non rispettano le norme legislative sopra richiamate, consentire sempre ai lavoratori sfruttati il permesso di soggiorno previsto dall’art. 18 del testo unico sull’immigrazione, dare piena attuazione alla legge regionale 18 del 2019, a partire dall’articolo 4 sugli indici di congruità, e accelerare sul superamento dei “ghetti” in cui vivono tante persone vittime del caporalato in condizioni disumane. Durante l’incontro abbiamo chiesto che tutti si attivino affinché l’azienda in cui è morto il bracciante non resti ancora aperta ed evidenziato che, ovviamente, trattandosi di un problema di natura nazionale c’è bisogno che anche il Governo e il Parlamento facciano la loro parte per superare un modello di fare impresa basato sullo sfruttamento. Per questo il prossimo 6 luglio saremo nuovamente in piazza a Latina con una manifestazione nazionale”. (ANSA).

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