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Sviluppo e industria, Cgil Roma Lazio: per affrontare sfide future serve fare sistema

Dal 2014 al 2021 la capacità di innovazione e competitività del Lazio nel settore dell’industria manifatturiera è cresciuta. Nonostante questo, però, nel 2022 l’indice di competitività regionale è rimasto sotto la media europea, posizionandosi al 13mo posto a livello nazionale. In questo contesto i dati su capacità di innovazione e competitività divergono: mentre il dato sulla competitività cresce, quello sull’innovazione non lo fa alla stessa velocità. Inoltre, mentre negli ultimi 20 anni il tasso disoccupazione nella Regione è sceso, sono saliti l’occupazione nei settori tecnico scientifici – dal 29,7 per cento del 2001 al 34,4 del 2020 – e il tasso di istruzione universitaria, dal 16,9 del 2001 al 31,5 per cento del 2020. Ma il Lazio continua a posizionarsi al nono posto in Italia per retribuzione annua degli impiegati e al tredicesimo per retribuzione annua degli operai. È questo quanto emerge dallo studio “Quale futuro per le politiche di sviluppo e industriali di Roma e del Lazio”, promosso dalla Cgil del Lazio e presentato questo pomeriggio nella sede della Camera di Commercio di Roma e nel corso della quale si è tenuta una tavola rotonda tra rappresentanti delle istituzioni, storici e rappresentanti sindacali.

Nel Lazio negli ultimi 20 anni sul fronte dell’industria “è aumentata l’occupazione ma in quei settori a più basso reddito” per questo “aumenta il tasso di occupazione ma aumenta anche la povertà”, ha spiegato Fabrizio Potetti della Cgil Roma e Lazio. “Facciamo gli investimenti, ma non finanziamo tutto con poco, scegliamo i settori che hanno una maggiore ricaduta economica e sociale”, ha aggiunto. Dallo studio presentato oggi “abbiamo capito che dove si fa sistema le cose cambiano” per questo “chiediamo che le forze sociali e la politica si uniscano per affrontare le sfide del futuro” per “una nuova stagione di democrazia delle scelte politiche”, ha detto il segretario della Cgil di Roma e del Lazio, Natale Di Cola, intervenuto nel corso del convegno.

“Dobbiamo scegliere se per recuperare le nostre città vogliamo fare sistema, che non si fa a livello regionale ma area industriale per area industriale – ha spiegato Di Cola -. Dobbiamo metterci insieme per capire perché la nostra regione diverge nella capacità di produrre Pil e di produrre salario. Siamo la seconda economia in Italia ma siamo al settimo posto per retribuzioni. Questo perché – ha aggiunto – i settori producono ma non si investe sul lavoro. Vogliamo migliorare le condizioni dei lavoratori – ha proseguito Di Cola – quindi aspettatevi che la Cgil in tutti i territori ponga questo tema: come si cambia sistema? Abbiamo bisogno di politiche industriali e sappiamo che non tutti i settori sono uguali e che le scelte del futuro sono cruciali”, ha concluso. Al convegno sono intervenuti anche la vicepresidente del Lazio, Roberta Angelilli, l’assessora al Commercio di Roma, Monica Lucarelli, il direttore di Unindustria, Maurizio Tarquini, il presidente della Camera di commercio di Roma, Lorenzo Tagliavanti, e il segretario del Pd del Lazio, Daniele Leodori.

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