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Roma: Cgil, bene nuovo regolamento sepoltura feti che difende diritto scelta e privacy

Accogliamo con favore il voto dell’Assemblea capitolina che ieri ha messo fine a una vergognosa procedura dettata dal regolamento di Polizia cimiteriale risalente al 1979. Così in una nota la Cgil di Roma e del Lazio. Un regolamento che ha consentito fino ad oggi che feti o prodotti abortivi venissero sepolti in un’area del cimitero del Flaminio, per esempio, con tanto di croce e nome della donna cui appartenevano senza che quest’ultima ne fosse a conoscenza o ne avesse autorizzato consapevolmente la sepoltura in quel che è stato chiamato il ‘cimitero dei feti'”.

“Da quando, due anni fa, una donna lesse il suo nome su una di quelle lapidi e denunciò questa pratica incivile, che oltre alla privacy lede il diritto di scelta di interrompere la gravidanza, – continua la nota – sono state tante le donne e le associazioni che hanno denunciato questo abuso. Con la modifica del suddetto regolamento, la privacy delle donne sarà tutelata, sui cippi funerari non ci saranno né nomi né croci ma solo un codice alfanumerico, associato al numero di protocollo della richiesta di sepoltura o incenerimento dei prodotti abortivi o dei feti. Esprimiamo la nostra soddisfazione per la determinazione con cui, una volta tanto, la politica ha condotto e vinto una battaglia di civiltà, in difesa del diritto di scelta delle donne sul proprio corpo, qual è l’aborto”.

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