“È un fatto importante che la Regione Lazio, come avevamo chiesto, si stia facendo parte attiva in un confronto che diventa ogni giorno più complesso e che si sia arrivati a un’interlocuzione diretta con Filosa. È un passaggio importante, ma da quanto emerso non si colgono ancora segnali di reale discontinuità rispetto al quadro che da mesi denunciamo sul futuro dello stabilimento di Cassino”. Lo rendono noto la Cgil di Roma e Lazio, la Fiom Cgil di Roma e Lazio, la Camera del Lavoro della Cgil di Frosinone e Latina e la Fiom Cgil di Frosinone e Latina. “Si conferma infatti un investimento sul sito nel 2028, ma il problema vero è come ci si arriva. – spiega il sindacato – Con i livelli produttivi attuali, il 2026 rischia di diventare l’anno del minimo storico nella storia industriale di Cassino. A questo si aggiungono le continue ipotesi di incentivazione all’esodo e l’assenza di un piano in grado di garantire volumi adeguati, a partire dal fatto che l’impostazione resta concentrata sul solo segmento premium, che da solo non può assicurare una ripresa concreta delle attività produttive”.
“Per queste ragioni – aggiunge – riteniamo necessario aprire una discussione seria anche su modelli alternativi, a partire da segmenti più di massa, che storicamente hanno garantito volumi, occupazione e prospettive al sito di Cassino. Allo stesso tempo, se Stellantis dovesse confermare le proprie scelte, diventa ancora più urgente rafforzare il piano con ulteriori investimenti e con un intervento pubblico capace di impedire un progressivo impoverimento del sito e del territorio”. “La situazione dell’indotto, infatti, è già oltre il livello di criticità. La riduzione dei volumi e lo spostamento all’estero di diverse attività stanno già producendo licenziamenti, cassa integrazione strutturale e una crisi profonda del tessuto produttivo locale. Per questo continuiamo a chiedere un’azione della Regione Lazio più forte, anche nei confronti del Governo, che affronti insieme il nodo dell’energia, degli investimenti e della tenuta industriale del Lazio. Dicembre è un tempo troppo lontano perché non si può lasciare che Stellantis decida da sola tempi e destino di Cassino, di migliaia di lavoratrici e lavoratori e di un’intera comunità”, concludono la Cgil di Roma e Lazio, la Fiom Cgil di Roma e Lazio, la Camera del Lavoro della Cgil di Frosinone e Latina e la Fiom Cgil di Frosinone e Latina.
