“Il rapporto della Banca d’Italia sull’economia del Lazio conferma tutte le nostre preoccupazioni. Nonostante il Pnrr e il Giubileo, la crescita è stata fragile e non sembrano essersi determinate le condizioni per produrre effetti positivi e strutturali sul lavoro e sulla riduzione delle disuguaglianze”. Lo comunica in una nota la Cgil di Roma e Lazio.
“Il Pil del Lazio – prosegue la Cgil – è ancora al di sotto dei livelli del 2007, segnale di una lunga stagnazione dalla quale la regione fatica ancora a uscire, come evidenziano anche i dati sul mercato del lavoro. Nel 2025 l’occupazione è aumentata con un’intensità più che dimezzata rispetto al 2024, mentre il calo della disoccupazione è legato a una minore offerta di lavoro, nonostante gli importanti e straordinari investimenti pubblici.
Nel frattempo le retribuzioni reali continuano a essere al di sotto dei livelli del 2008, sia per il mancato adeguamento dei salari nei settori pubblici all’inflazione, a causa delle scelte sbagliate del Governo, sia per effetto della diminuzione delle ore di lavoro e del forte incremento del ricorso alla cassa integrazione guadagni e ai fondi di solidarietà. Le ore autorizzate nel Lazio, infatti, sono aumentate del 50% rispetto al 2024, contro il 7,4% a livello nazionale”.
“Non si può continuare a perdere tempo. In questo contesto è forte il rischio che, con la fine del Pnrr, si perda un’occasione decisiva per rilanciare il nostro territorio. Serve una strategia pubblica di sviluppo che affronti le crisi industriali aperte, orienti gli investimenti verso scelte coraggiose e innovative e crei occupazione di qualità. Ci aspettiamo che le istituzioni del territorio, a partire dalla Regione Lazio e dal Comune di Roma, aprano il confronto su questi temi per dare risposte ai problemi delle cittadine e dei cittadini con scelte a sostegno del lavoro e del potere d’acquisto”, conclude la Cgil di Roma e Lazio.
