Il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio Natale Di Cola, commenta le affermazioni odierne del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, all’evento organizzato da Unicredit al cinema Barberini di Roma. “Siamo stupiti dalle parole del presidente Rocca. Le cittadine e i cittadini del Lazio sono i più tartassati d’Italia, con le addizionali regionali Irpef più alte, perché gravati da due maggiorazioni introdotte per scaricare ingiustamente sui contribuenti i debiti del passato – afferma Di Cola -. Sono stati pagati oltre 8 miliardi in più di tasse negli ultimi 10 anni. In questo periodo, unitariamente, abbiamo raggiunto accordi con la Regione Lazio per provare a sanare questa ingiustizia, tagliando la maggiorazione dell’1,6 per cento sui redditi da lavoro e pensione fino a 28 mila euro e introducendo una detrazione di 60 euro per i redditi fino a 35 mila euro. Ne hanno beneficiato oltre 3 milioni di persone che, al contrario, avrebbero pagato fino a 400 euro in più rispetto ai cittadini della Lombardia”.
“Noi siamo per migliorare sempre gli accordi che sottoscriviamo, per sostenere ancora di più le famiglie – prosegue Di Cola -. Per questo chiediamo che sull’addizionale regionale ci sia un ritorno alla normalità, a cominciare dall’eliminazione della maggiorazione dello 0,5 per cento, legata a un disavanzo sanitario che non c’è più. Troviamo quindi molto singolare che i debiti della Regione Lazio appaiano, scompaiano e cambino consistenza, oscillando tra conti in ordine, disavanzi azzerati e debiti per decine di miliardi di euro, in base alle necessità. Sulla riduzione della pressione fiscale proseguiremo la nostra vertenza, anche rivolgendoci agli organi competenti per stabilire la liceità della permanenza di un prelievo fiscale introdotto per sanare un disavanzo sanitario ormai estinto. Siamo abituati a misurarci nei tavoli, attenderemo di leggere il testo del bilancio della Regione Lazio e una rapida convocazione per discuterne i contenuti”.
