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Automotive: Cgil, serve un piano industriale per Cassino, dalla Regione impegni concreti

Le dichiarazioni che leggiamo in queste ore della vice presidente della Regione Lazio, Roberta Angelilli, rilasciate a margine della della conferenza annuale dell’Alleanza delle Regioni europee dell’automotive (Ara) “rappresentano impegni in vista delle prossime riunioni”. Così, in una nota, la Cgil di Roma e del Lazio.

“Il 17 settembre – prosegue il sindacato – incontreremo nuovamente la Regione Lazio sulle crisi in corso, gli effetti dei dazi sul lavoro e sulle gravi difficoltà che stanno colpendo il settore dell’automotive dell’intero territorio regionale e con particolare riferimento al distretto di Cassino, dove attualmente operano circa 2.300 dipendenti a cui vanno aggiunte tutte le persone che lavorano nelle aziende dell’indotto, dagli appalti di servizio alle forniture.

Siamo convinti che per rilanciare il settore e governare la transizione verso la neutralità tecnologica occorra dotare gli stabilimenti di modelli di produzione che possano consentire di produrre in contemporanea endotermico, ibrido ed elettrico.

A Cassino questo sarebbe possibile e rappresenterebbe il primo passo per delineare chiaramente un percorso di rilancio industriale ed occupazionale dell’insediamento, a cui affiancare nel breve periodo misure per rafforzare gli strumenti di sostegno al reddito, oltre agli ammortizzatori sociali, per le lavoratrici e i lavoratori colpiti.

Ci aspettiamo, quindi, che su questa ed altre proposte che già abbiamo avuto modo di presentare al tavolo con la Regione Lazio ed inviate con un documento si possa passare dalla parola ai fatti con l’obiettivo non solo di tutelare gli attuali livelli occupazionali ma di creare anche nuova occupazione stabile e di qualità”, conclude la Cgil. (Com)

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