Una scritta contro il referendum dell’8 e 9 giugno su lavoro e cittadinanza è apparsa questa notte davanti alla sede della Cgil di Roma in via Buonarroti. “8-9 giugno tutti al mare. Fuck Cgil”, recita la scritta. “Dopo quanto accaduto questa notte, davanti la nostra sede in via Buonarroti 12, abbiamo scritto al Prefetto e al Questore di Roma per esprimere la nostra preoccupazione sul clima di intimidazione che sta montando in questi ultimi giorni di campagna referendaria”.
Lo dichiara, in una nota, il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio, Natale Di Cola. “Mentre aumentano le segnalazioni di manifesti a sostegno del sì imbrattati, strappati o coperti con croci celtiche – continua Di Cola – i canali social della nostra organizzazione, come anche di molti attivisti, ricevono numerosi messaggi dal tenore intimidatorio e chiaramente frutto di azioni strutturate da organizzazioni di estrema destra. È assurdo e inaccettabile che chi esercita uno dei diritti fondanti della nostra democrazia si ritrovi bersaglio di minacce e offese e debba vivere con preoccupazione la partecipazione alla vita democratica del nostro Paese. Tutto questo, però, non è frutto del caso – sottolinea -. Avviene perché si avverte un senso d’impunità e legittimazione favorito dalle parole di numerosi esponenti del Governo che incitano all’astensione, per ultima la Presidente del Consiglio stessa. Per questo ci aspettiamo che anche le istituzioni regionali prendano le distanze e condannino simili azioni che inquinano il dibattito politico e minacciano la vita democratica”, conclude Di Cola. (Rer)
