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Sanità, Di Cola (Cgil): nel Lazio criticità su assunzioni, retribuzioni e aggressioni a personale

Le principali criticità del comparto sanitario pubblico del Lazio riguardano “le assunzioni del personale, i livelli di retribuzione e le aggressioni”. Lo ha detto il segretario generale Cgil di Roma e del Lazio, Natale di Cola, alla presentazione del rapporto sulla condizione del personale del servizio sanitario pubblico del Lazio elaborato da Fp Cgil Roma e Lazio. La situazione del personale sanitario del Lazio “è grave perché dopo tanti anni si vedono con forza i tanti anni di disinvestimento – ha proseguito Di Cola -. Si sono persi tanti operatori e il servizio sanitario regionale è sempre più in difficoltà. Grazie all’azione nostra adesso siamo riusciti a stabilizzare il numero del personale ma ancora non si riescono a vedere gli effetti anche degli accordi che abbiamo fatto. L’aumento del numero assoluto dei dipendenti ancora non c’è, così ancora non si vedono gli effetti positivi del Pnrr e dell’investimento sulla sanità del territorio.

Sulle principali problematiche riscontrate nel comparto sanitario pubblico del Lazio emerge che “c’è un problema sul personale perché bisogna continuare ad assumere e aumentare il numero di professionisti – ha sottolineato Di Cola -. C’è un problema di salario. Le lavoratrici e i lavoratori del Servizio sanitario regionale (Ssr) sono tra i più poveri in Europa e le scelte sbagliate del governo peggiorano questa condizione. Non si riesce a stare nemmeno al passo con l’inflazione. Poi c’è un problema di dignità del lavoro. Le lavoratrici e i lavoratori in tanti casi subiscono aggressioni e vessazioni. Quindi noi siamo qui per dire che questi operatori non sono soltanto gli angeli del covid ma sono quei professionisti che tutti i giorni garantiscono i servizi ai cittadini. Siamo in campo e continueremo a mobilitarci perché la salute è per noi un obiettivo fondamentale”, ha concluso.

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