Restano ancora “criticità significative” al piano sociale del Lazio 2025/2027, presentato ieri in commissione Sanità del Consiglio regionale. “Abbiamo partecipato ieri all’audizione sulla proposta di Piano sociale regionale 2025/2027, ribadendo la necessità di un confronto costante e strutturato con le parti sociali per garantire un piano realmente efficace e rispondente ai bisogni della popolazione”, si legge, in una nota, della Cgil di Roma e del Lazio. “Pur riconoscendo che alcune delle osservazioni presentate alla giunta sono state recepite nel testo – continua la nota – restano ancora criticità significative che richiedono un intervento più deciso, in particolare su tre temi chiave: risorse, integrazione socio-sanitaria e politiche attive per le persone fragili e con disabilità. Il Piano, nella sua attuale formulazione, rimane una dichiarazione di intenti priva di una programmazione funzionale delle azioni e servizi. L’assenza di dati aggiornati e specifici del Lazio rende impossibile una corretta mappatura dei bisogni e una distribuzione efficace delle risorse. Chiediamo quindi che la Regione fornisca dati dettagliati per orientare gli interventi sulle reali necessità delle persone e dei territori”.
Sul tema dell’integrazione socio-sanitaria, secondo la Cgil, il documento “non presenta iniziative concrete per colmare il ritardo che il Lazio registra in questo ambito. È indispensabile accelerare la realizzazione di servizi di prossimità, anche attraverso le Case di Comunità, e garantire un uso efficace delle risorse del Pnrr dedicate. A questo proposito esprimiamo preoccupazione perché il ritardo nella sua attuazione metterebbe seriamente a rischio il potenziamento dei servizi territoriali. L’inclusione lavorativa delle persone fragili e con disabilità deve essere una priorità, perché rappresenta uno strumento fondamentale per evitare la segregazione sociale”.
Sul fronte della digitalizzazione, “l’uso di strumenti innovativi come la telemedicina e la teleassistenza è positivo, ma va accompagnato da un piano di azioni per far sì che il divario digitale non diventi un ulteriore ostacolo all’accesso ai servizi, in particolare per gli anziani e le persone con fragilità. Per garantire servizi di qualità, è essenziale investire sul personale attraverso una formazione adeguata, nuove assunzioni e la stabilizzazione dei lavoratori precari”, si sottolinea nella nota del sindacato. “Chiediamo un impegno chiaro della Regione su questo fronte, affinché il Piano Sociale possa contare su operatori qualificati e correttamente retribuiti. Chiediamo, inoltre, un vero coinvolgimento delle organizzazioni sindacali, non solo nella fase di audizione, ma già nella costruzione delle prossime linee guida del Piano Sociale per valutare l’efficacia delle politiche attuate e ottimizzare l’allocazione delle risorse”, conclude la nota.
