Roma, 22 mar 15:09 – (Agenzia Nova) – La riforma dell’Irpef, voluta dal Governo Meloni, “costringe a versare acconti calcolati su scaglioni più alti di quelli in vigore. L’effetto è che, nella dichiarazione dei redditi dei prossimi mesi, per oltre 2 milioni di contribuenti del Lazio con redditi da lavoro e da pensione pagheranno le tasse con importi più alti del dovuto”. Lo dichiara in una nota la Cgil di Roma e del Lazio.
“L’articolo 1, comma 4 del D.Lgs. n. 216/2023, infatti stabilisce che ‘per l’anno d’imposta 2024, al fine di determinare gli acconti Irpef 2025 e 2026 relativi ai periodi d’imposta 2024 e 2025 si assume, quale imposta del periodo precedente, quella determinata secondo gli scaglioni e le aliquote Irpef -23 per cento, 25 per cento, 35 per cento e 43 per cento- e la detrazione per redditi di lavoro dipendente vigenti al 31 dicembre 2023’. Aliquote non più in vigore e più alte delle attuali. Nel concreto, sui redditi tra i 15 mila e i 28 mila euro l’acconto dell’Irpef viene calcolato con l’aliquota del 25 per cento e non del 23 per cento. Inoltre, le lavoratrici e i lavoratori subiranno una penalizzazione aggiuntiva rispetto al calcolo delle detrazioni da lavoro.
Il risultato di questa scelta sbagliata del Governo è una vera e propria stangata che può raggiungere i 200 euro. Ci mobiliteremo per chiedere di rimediare immediatamente a questa clamorosa ingiustizia e per misure che vadano a sostenere le persone che per vivere hanno bisogno di lavorare”, conclude la Cgil di Roma e del Lazio.
