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Smart working, Di Cola (Cgil): Roma in difficoltà, aziende facciano la loro parte

La condizione nella quale si ritrovano le persone che vivono, lavorano e studiano a Roma “ci porta a ribadire che lo strumento dello smart working, che nei mesi precedenti ha dato un sollievo alla città, debba essere esteso almeno fino alla fine del Giubileo”. Così, in una nota, Natale Di Cola, segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio. “Purtroppo, in diversi casi, – continua – stiamo riscontrando passi indietro da parte del sistema delle imprese rispetto l’accordo che abbiamo sottoscritto lo scorso 10 ottobre per rafforzare il ricorso allo smart working e introdurlo laddove manca e nel mentre ci sono aziende, come la Rai, che vi ricorrono solo in risposta emergenziale all’inagibilità dei luoghi di lavoro. Per questo motivo il 10 gennaio abbiamo scritto al Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, per chiedere l’attivazione del tavolo di monitoraggio sullo smart working a Roma, su cui ci aspettiamo una rapida convocazione”.

“Restiamo convinti – aggiunge – che Roma possa diventare la Capitale dello smart working, avendo oltre il 50 per cento dei dipendenti pubblici e almeno il 64 per cento dei dipendenti privati che svolgono all’interno della loro attività lavorativa mansioni compatibili con questa organizzazione del lavoro, stiamo parlando di oltre 700mila lavoratrici e lavoratori e che nella maggioranza dei casi si recano sul luogo di lavoro con auto private, anche come conseguenza della qualità del trasporto pubblico locale e regionale”. “Auspichiamo che le aziende facciano la loro parte, aprendosi alle innovazioni, per contribuire a migliorare la qualità della vita nella Capitale e il benessere delle lavoratrici e dei lavoratori implementando lo smart working a partire dalle date degli eventi giubilari, affinché in quelle giornate, come quelle precedenti e successive gli eventi stessi, si consenta al maggior numero persone di lavorare in smart working, come previsto dal protocollo già sottoscritto con il Campidoglio”, conclude Di Cola.

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