Close

Satnam Singh, a processo l’imputato per morte bracciante. Cgil: noi parte civile

Roma, 10 gen 14:51 – (Agenzia Nova) – È stata fissata al primo di aprile l’udienza del processo contro l’imprenditore agricolo accusato dell’omicidio di Satnam Singh, il bracciante agricolo lasciato morire dopo un gravissimo incidente sul lavoro. “È un passo significativo che sia stata fissata la prima data dell’udienza del processo – si legge in una nota della Cgil di Roma e del Lazio e della Cgil di Frosinone Latina – È altrettanto importante che la Cgil sia stata riconosciuta come parte offesa. Prossimamente presenteremo la nostra istanza per costituirci parte civile, come hanno già annunciato alcune istituzioni. Ci aspettiamo che anche la Regione Lazio agisca in tal senso, dando un segnale importante di attenzione, a cui devono seguire azioni concrete in materia di salute e sicurezza sul lavoro e contrasto al caporalato”.

“Infatti, se la positiva intensificazione dei controlli, nelle settimane successive la morte di Satnam Singh e l’arresto dell’imprenditore agricolo, aveva portato a un forte aumento della regolarizzazione dei rapporti di lavoro e all’emersione del lavoro nero, determinando una crescita delle assunzioni del 56 per cento rispetto al 2023 – prosegue la nota del sindacato -, a distanza di mesi mentre aumentano le denunce di chi è sfruttato tutto sembra essere tornato indietro. Per queste ragioni abbiamo chiesto alla Regione Lazio di convocare nuovamente il tavolo operativo per la sicurezza sul lavoro, dal quale dovranno uscire misure per l’attuazione e il rafforzamento di quanto già previsto nel Protocollo del 2019 la Regione Lazio e le parti sociali denominato Per un lavoro di qualità in agricoltura e nella Legge Regionale n 18/2019, Disposizioni per contrastare il fenomeno del lavoro irregolare e dello sfruttamento dei lavoratori in agricoltura. Siamo convinti che per scardinare questo sistema illegale di fare impresa che si annida anche nei nostri territori ognuno, per il ruolo che ricopre, deve fare la propria parte per tutelare la dignità e i diritti delle persone che per vivere hanno bisogno di lavorare”, conclude. 

Related Posts