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Da gennaio 2025 la busta paga diventa più leggera rispetto al 2024. Il provvedimento del Governo Meloni conviene solo a pochi. Ecco le nuove regole sul cuneo fiscale 2025.
Le lavoratrici e i lavoratori dipendenti, nella maggioranza dei casi, si ritroveranno con una retribuzione netta più bassa per effetto del nuovo cuneo, che passa da contributivo a fiscale. Questa è una delle tante ragioni che avevano portato la Cgil, assieme alla Uil, a proclamare lo Sciopero Generale lo scorso 29 novembre.
Cuneo fiscale 2025, chi ne ha diritto
Il nuovo cuneo fiscale riguarda solo chi ha reddito da lavoro dipendente, esclusi i pensionati, con un reddito complessivo fino a 40mila euro. Il reddito complessivo è la somma di tutti i redditi posseduti, non solo quelli da lavoro, come ad esempio i redditi provenienti da un contratto di locazione o da forme di lavoro autonomo.
Per verificare se si ha diritto al nuovo cuneo fiscale, dunque, si deve possedere un reddito da lavoro dipendente, altrimenti il diritto decade e verificare, attraverso la dichiarazione dei redditi (730 o altri modelli), il proprio reddito complessivo.
I criteri di applicazione nella busta paga 2025
Il nuovo cuneo si applica con due criteri distinti: uno per i titolari di reddito complessivo fino a 20mila euro attraverso sconto determinato da un’aliquota applicata al reddito da lavoro dipendente; mentre per chi ha redditi tra i 20mila e fino a 40mila euro lo sconto è in misura fissa di mille euro, che va però riproporzionato per i redditi oltre 32 mila euro.
Per i redditi fino a 20 mila euro
Per il lavoratore il reddito viene calcolato sulle entrate da lavoro dipendente, applicando una di queste tre aliquote:
- 7,1% se il reddito non supera 8.500 euro,
- 5,3% se il reddito è superiore a 8.500 ma fino a 15 mila euro,
- 4,8% se il reddito da lavoro dipendente supera i 15mila ma non 20mila euro.
L’importo finisce in busta paga del lavoratore senza essere soggetto a tasse e contributi.
Per redditi oltre 20 mila euro
Anche in questo caso lo sconto è in misura fissa e viene riconosciuto come un’ulteriore detrazione dell’imposta Irpef pari a mille euro, che deve però essere rapportata al periodo di lavoro. Ciò significa che, in caso di lavoro inferiore a un anno solare (365 giorni), all’interessato spettano 2,74 euro per ogni giorno effettivo di lavoro.
Per verificare chi ne ha diritto e quale cifra si deve ricevere
- se la persona ha un reddito complessivo oltre 20mila e fino a 32mila euro, ha diritto all’ulteriore detrazione di mille euro
- se la persona si colloca nella fascia oltre 32mila e fino a 40mila euro ha diritto all’ulteriore detrazione di mille euro, ridotta in proporzione all’incremento del reddito complessivo oltre 32 mila
- se la persona ha un reddito complessivo oltre i 40 mila euro non ha diritto di accedere al cuneo fiscale.
Chi ci guadagna dal nuovo cuneo fiscale
Ci guadagnano solo poche fasce: coloro che hanno un reddito da lavoro dipendente molto basso, fino a 8.500 euro, oppure la fascia dai 35mila ai 40mila euro che prima era esclusi dal cuneo contributivo e quindi con l’ingresso in quello fiscale recuperano qualcosa.
Se pensi che nella tua busta paga ci siano errori puoi affidarti alla Cgil per farla verificare, su questa pagina puoi approfondire e chiederci aiuto attraverso il nostro Ufficio Vertenze e Legale.
