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Lavoro: Cgil, Regione Lazio smantella modello centri impiego pubblici

Roma , 21 lug – (Agenzia Nova) – In una nota la Cgil e la Fp Cgil esprimono “forti dubbi e perplessità sugli atti assunti dall’assessorato al Lavoro e Formazione della Regione Lazio e relativi alla riorganizzazione e alle attività dei Centri per l’impiego”. Lo afferma in una nota il sindacato. La Regione Lazio “invece di potenziare i Centri per l’Impiego pubblici ha scelto di esternalizzare le attività affidando a enti accreditati e associazioni la formazione e il reinserimento lavorativo dei disoccupati – spiega il sindacato -. Un autentico corto circuito di conflitti interesse. È il primo atto ufficiale della giunta Rocca sui servizi per il lavoro. E non lascia dubbi: si affidano a privati accreditati, remunerati con soldi pubblici, una serie di azioni per formare, aggiornare e infine accompagnare verso il mondo del lavoro i disoccupati. È il primo assalto per smantellare il modello pubblico gratuito di Centro impiego e diminuire le tutele del cittadino”.

“Innanzitutto, non ci convince la tempistica – proseguono la Cgil e la Fp Cgil -, che sembra quasi una risposta provocatoria alle richieste ufficiali di incontro che abbiamo inviato in questo periodo all’assessore Schiboni, dove chiedevamo di potenziare e riorganizzare in modalità differente la rete dei Centri impiego. Con le due determine si è scelto però un metodo di lavoro che esclude e non ascolta i sindacati e nella sostanza apre ai privati senza alcuna certezza nella qualità dell’offerta formativa e del raggiungimento dell’obiettivo finale che è la ricollocazione di chi cerca lavoro. Ciò che temiamo è anche il mancato controllo di questo autentico mercato. Siamo preoccupati per la qualità delle prestazioni erogate, per la tutela della privacy e dei dati degli utenti. Inoltre – aggiungono -, non essendoci una normativa in materia, ci preoccupano i profili degli orientatori che non saranno selezionati con le stesse modalità del pubblico. C’ è un concorso per 540 nuove assunzioni fermo, con le domande acquisite da quasi un anno: su questo bando nulla c’è stato detto. Come non è chiara la posizione dei 160 operatori della partecipata regionale Lazio Crea che da oltre 15 anni lavorano nei Cpi”.

“Ebbene – prosegue la nota -, per questi ultimi operatori sono stati sollevati dubbi di privacy e limitati nei compiti e nelle mansioni di assistenza all’utenza, mentre per gli enti nessun punto controverso è stato ravvisato. Negli atti di esternalizzazione è chiara l’intenzione di questa Giunta di potenziare la presenza del privato anche nei servizi per il lavoro e limitare il perimetro del servizio pubblico e le tutele del cittadino. Ma sono anche evidenti- concludono – le numerose situazioni di conflitto di interessi e sovrapposizione che si potrebbero manifestare tra chi fa formazione e chi collocherà i disoccupati. Ora attendiamo la convocazione dell’assessore Schiboni per fare chiarezza

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