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Sanità, Cgil: “Liste d’attesa, 6 persone su 10 rinunciano spesso o sempre a visite ed esami. Il diritto alle cure dipende sempre più dal reddito”

“Liste d’attesa troppo lunghe, ricorso al privato e rinuncia alle prestazioni per ragioni economiche. È il quadro che emerge dall’indagine ‘Il diritto alle cure nel Lazio’, promossa dalla Cgil di Roma e Lazio, alla quale hanno partecipato online 2.405 persone. Tra chi ha risposto, il 61% dichiara di aver rinunciato spesso o sempre a una visita o a un esame a causa delle liste d’attesa, mentre il 29% lo ha fatto per motivi economici”. Lo comunica in una nota la Cgil di Roma e Lazio. L’indagine è basata su un campione autoselezionato e non rappresentativo dell’intera popolazione regionale, ma restituisce le esperienze di chi ha scelto di raccontare il proprio rapporto con la sanità pubblica.
“La criticità maggiore emerge sulla specialistica e sulla diagnostica. Per l’ultima prestazione necessaria solo il 35,7% è riuscito a utilizzare il servizio pubblico, mentre il 48,4% si è rivolto al privato o all’intramoenia. Tra chi ha provato ad accedere al pubblico, il 42,7% riferisce attese superiori a sei mesi e un ulteriore 13,6% non ha ottenuto neppure una data per la prestazione. Il risultato è un sistema che spinge sempre più persone a pagare di tasca propria. Per quasi l’85% di chi ha risposto la spesa sanitaria privata pesa abbastanza o molto sul bilancio familiare”.
“La medicina generale mostra una maggiore tenuta, ma emergono difficoltà organizzative e una forte debolezza dell’assistenza domiciliare. Anche sulle Case della Comunità finanziate dal PNRR il quadro è ancora lontano dalle aspettative: conoscenza e utilizzo restano limitati e l’88,3% giudica inadeguata o solo parziale la comunicazione delle istituzioni sulla loro presenza e sui servizi disponibili. Tra le criticità segnalate tornano inoltre le liste d’attesa e la carenza di personale”.
“Le indicazioni delle persone sono altrettanto nette. Le priorità sono più personale medico e infermieristico, abbattimento delle liste d’attesa, rafforzamento della specialistica e della diagnostica e maggiori investimenti nella sanità pubblica. Il questionario è per noi uno strumento di ascolto di chi vive direttamente questi problemi. Ci aspettiamo che la Regione Lazio riprenda il confronto per condividere le misure di rafforzamento del Servizio sanitario regionale e per garantire il pieno accesso alle cure.”, conclude la Cgil di Roma e Lazio.

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