La notizia del rinvio a giudizio di Luca Marsella e di due esponenti di Casapound per la violenta aggressione ai danni del giornalista Alessandro Sahebi — avvenuta mentre era con la compagna e il figlio neonato — “conferma per l’ennesima volta la natura eversiva e violenta dell’estremismo di destra. Un episodio grave avvenuto in via Merulana, a pochi metri dalla nostra sede, in un quartiere che da troppo tempo subisce intimidazioni e provocazioni”. Lo dichiarano in una nota congiunta la Cgil Roma e Lazio e l’Anpi Roma Provinciale.
Come Cgil e Anpi “siamo e rimarremo saldamente ai nostri posti sul territorio; ed è proprio con questo spirito che abbiamo promosso la nascita del Coordinamento permanente ‘Roma città antifascista’, per unire le forze a presidio della democrazia e della memoria della nostra città – prosegue la nota della Cgil e dell’Anpi -. Quanto accaduto non è un fatto isolato, ma il risultato dell’agibilità politica concessa a chi propaganda odio. Per questo torniamo a chiedere con forza la chiusura immediata e lo sgombero dello stabile occupato abusivamente da Casapound: è inaccettabile che nel cuore di Roma, Medaglia d’Oro al Valor Militare, sia tollerato un simile avamposto. I loro slogan sulla cosiddetta ‘remigrazione’ sono solo un’enorme presa in giro, un’operazione di facciata per provare a ripulire la propria immagine e nascondere la solita, identica matrice violenta. Dietro questa propaganda non c’è alcuna risposta ai problemi reali delle persone che lavorano: la discriminazione non aumenta i salari, non cancella la precarietà, non garantisce una casa e non salva i servizi pubblici. Serve solo a distrarre le persone dalle vere emergenze e a soffiare sul fuoco dell’odio. Le Istituzioni intervengano subito per fermare questa deriva neofascista”, conclude la nota.
