Aggiornamento 15 luglio 2026: con l’Ordinanza n. Z00003 del 14 luglio 2026, la Regione Lazio ha integrato il provvedimento originario. Il divieto di lavoro al sole dalle 12:30 alle 16:00 copre ora esplicitamente anche manutenzione delle aree verdi, cantieri stradali di manutenzione, verifica dei ponti e sfalcio dell’erba sulle banchine.
Nel Lazio è in vigore l’ordinanza caldo 2026: nei giorni di rischio alto, alcune attività svolte all’aperto e in condizioni di esposizione prolungata al sole devono fermarsi dalle 12:30 alle 16:00. La misura tutela lavoratrici e lavoratori esposti alle alte temperature, allo stress termico e al rischio di colpi di calore.
L’ordinanza della Regione Lazio ha efficacia immediata e resta valida fino al 15 settembre 2026. Il divieto non scatta tutti i giorni in automatico: si applica quando la mappa Worklimate indicata nell’ordinanza segnala un livello di rischio ALTO per chi lavora al sole con attività fisica intensa.
In sintesi
- Confermato il divieto di lavoro all’aperto dalle 12:30 alle 16:00, fino al 15 settembre 2026, nei giorni in cui la mappa Worklimate segnala rischio “Alto”
- Da luglio 2026 il divieto copre esplicitamente anche manutenzione del verde, cantieri stradali di manutenzione, verifica dei ponti e sfalcio dell’erba sulle banchine
- Confermati i settori già coperti: agricoltura e florovivaismo, edilizia, cave, logistica di piazzale, consegne con bici e veicoli a due ruote (rider)
- Restano esclusi dal divieto gli interventi non differibili di pubblica utilità, protezione civile e salvaguardia della pubblica incolumità, con adeguate misure di mitigazione del rischio
- La violazione dell’ordinanza comporta le sanzioni dell’art. 650 del Codice penale
- In caso di mancato rispetto dell’ordinanza e violazione delle norme sulla salute e la sicurezza puoi chiamare il numero verde della Cgil Roma e Lazio 800772322
Quali settori sono interessati dal divieto
Dopo l’integrazione del 14 luglio 2026, il divieto riguarda le attività svolte all’aperto, sotto il sole, nei seguenti settori:
- agricoltura e settore florovivaistico, compresi i lavori di manutenzione delle aree verdi;
- cantieri edili e attività affini, compresi i cantieri stradali di manutenzione e la verifica dei ponti;
- cave e relative pertinenze esterne;
- attività di sfalcio dell’erba sulle banchine;
- logistica di piazzale;
- consegna di beni per conto altrui in ambito urbano, con velocipedi o veicoli a motore a due ruote.
Rientrano quindi anche giardinieri, operai della manutenzione stradale e del verde pubblico, addetti alla verifica dei ponti, oltre a rider e addetti alle consegne urbane quando lavorano all’aperto, nelle ore più calde, con biciclette, e-bike, scooter o altri veicoli a due ruote.
Quando scatta lo stop dalle 12:30 alle 16:00
Lo stop al lavoro si applica solo nei giorni in cui la mappa Worklimate dedicata a “lavoratori esposti al sole con attività fisica intensa ore 12:00” segnala un livello di rischio ALTO.
Per verificare la condizione di rischio, il riferimento indicato nell’ordinanza è Worklimate:
In pratica: se lavori in uno dei settori indicati, all’aperto e con esposizione prolungata al sole, nelle aree in cui la mappa segnala rischio ALTO, dalle 12:30 alle 16:00 l’attività deve essere sospesa o riorganizzata.
Chi è escluso dal divieto
L’ordinanza prevede alcune esclusioni. Il divieto non si applica a:
- Pubbliche Amministrazioni;
- concessionari di pubblici servizi;
- appaltatori impegnati in interventi di pubblica utilità;
- interventi di protezione civile;
- interventi necessari per la salvaguardia della pubblica incolumità.
Anche in questi casi, però, il datore di lavoro o l’ente deve adottare misure organizzative e operative adeguate per ridurre il rischio da alte temperature, nel rispetto della valutazione dei rischi prevista dal decreto legislativo 81/2008.
Le misure di prevenzione restano obbligatorie
Il divieto nelle ore più calde non sostituisce gli obblighi di prevenzione. Le aziende devono comunque organizzare il lavoro in modo sicuro, prevedendo misure come:
- rimodulazione degli orari;
- pause in luoghi ombreggiati o freschi;
- rotazione del personale;
- acqua fresca sempre disponibile;
- vestiario idoneo;
- informazione sui rischi da calore;
- attenzione particolare a chi ha condizioni di maggiore fragilità.
La salute viene prima dei tempi di consegna, della produzione e dell’organizzazione aziendale. Il caldo estremo è un rischio lavorativo e va valutato, prevenuto e gestito.
Cosa succede se l’ordinanza non viene rispettata
La mancata osservanza dell’ordinanza può comportare le conseguenze sanzionatorie previste dall’articolo 650 del Codice penale, salvo che il fatto costituisca un reato più grave.
Per questo, se ti viene chiesto di lavorare sotto il sole nelle ore vietate, non restare sola o solo: confrontati subito con le delegate e i delegati CGIL, con RLS o RLST dove presenti, oppure contatta la CGIL Roma e Lazio.
Malore per il caldo durante il lavoro: cosa fare
Vertigini, nausea, crampi, debolezza, confusione, mal di testa intenso o temperatura corporea elevata sono segnali da non sottovalutare. In caso di malore durante il lavoro, bisogna interrompere subito l’attività e chiedere assistenza.
Se il malore avviene in occasione di lavoro, è importante dichiararlo al pronto soccorso e conservare tutta la documentazione sanitaria. Per il riconoscimento dell’eventuale infortunio, puoi rivolgerti al Patronato INCA CGIL.
Rivolgiti alla CGIL
L’ordinanza è uno strumento importante per proteggere chi lavora all’aperto nelle giornate più calde. Ma non basta: serve controllo, serve prevenzione e serve che ogni azienda rispetti davvero le regole.
Se lavori in agricoltura, edilizia, cave, logistica di piazzale o consegne urbane e pensi che l’ordinanza non venga rispettata, contattaci. La tutela della salute e della sicurezza passa anche dalle segnalazioni di chi vive ogni giorno i luoghi di lavoro.
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