Close

Lavoro: Cgil, nel Lazio + 14 per cento denunce malattia professionale nel primo trimestre

Nel Lazio “continuano ad aumentare le denunce di malattia professionale. Nel primo trimestre 2026, sulla base dei dati Inail, le denunce complessive passano dalle 1.481 dello stesso periodo del 2025 alle 1.693 del 2026, con un aumento del 14,31 per cento, confermando un quadro che continua a destare forte preoccupazione”. È quanto si legge in una nota della Cgil di Roma e del Lazio.

“Quasi tutte le province della regione registrano un aumento rispetto al primo trimestre del 2025 – prosegue la Cgil -. L’incremento più marcato si registra a Latina, dove le denunce passano da 263 a 386, seguita da Rieti, che cresce da 144 a 180 casi. Crescono anche Viterbo, da 139 a 159 denunce, e Roma, da 597 a 650. Frosinone è l’unica provincia in controtendenza, con un calo da 338 a 318 denunce. Sul piano di genere, l’aumento riguarda sia gli uomini sia le donne, con una crescita più marcata tra i primi: le denunce dei maschi passano da 1.111 a 1.279, mentre quelle delle femmine da 370 a 414. Dall’analisi per tipologia di patologia emergono segnali molto allarmanti. I disturbi psichici e comportamentali registrano l’aumento percentuale più elevato, passando da 5 a 22 casi. Crescono anche le malattie dell’apparato digerente, da 1 a 4, quelle del sistema respiratorio, da 13 a 17, le malattie dell’orecchio, da 35 a 43, e i tumori di origine professionale, che passano da 17 a 19 casi. Si tratta di dati che richiamano ancora una volta la necessità di rafforzare prevenzione, controlli e sorveglianza sanitaria nei luoghi di lavoro”.

“Pur restando tra le patologie più frequenti, le malattie del sistema osteo-muscolare sembrano registrare una lieve flessione, passando da 828 a 766 casi – sottolinea la nota della Cgil -. Allo stesso tempo cresce in modo rilevante anche il numero delle denunce classificate come ‘non determinato’, che passano da 514 a 763, una crescita del 48 per cento. Un segnale preoccupante sulla difficoltà dell’Istituto, tra cui la carenza di personale e di medici che rende difficile l’accertamento delle malattie professionali con la conseguenza di ritardare il riconoscimento di un diritto e far aumentare i contenziosi, che nella maggioranza dei casi vedono l’Inail perderli. L’assenza di un’inversione del trend, purtroppo, rende ancora una volta evidente come l’attuale modello di fare impresa si regge sullo sfruttamento delle persone con carichi e ritmi di lavoro incompatibili con la salute”, conclude Cgil di Roma e del Lazio.

Related Posts