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Lazio, Di Cola (Cgil): «Risanamento conti importante, ora in bilancio regionale scelte per ridurre tasse e disuguaglianze»

“La Regione Lazio mantenga impegni e riconvochi il tavolo subito il tavolo di confronto per migliorare la legge di bilancio.” Così il Segretario Generale della Cgil di Roma e Lazio, Natale Di Cola, al termine dell’audizione in Commissione Bilancio del Consiglio regionale, durante la quale “abbiamo presentato le nostre proposte contenute nel documento “Ritorno alla normalità”, nel quale si analizzano le reali condizioni di benessere economico e sociale nel nostro territorio sulla base delle rilevazioni di enti pubblici e ufficiali, e le prime osservazioni sulla legge di bilancio regionale 2026, su cui ci aspettavamo di trovare maggiori risposte ai problemi delle persone.”

“Nel dare atto dei risultati del lungo percorso di risanamento dei conti regionali e dell’uscita dal piano di rientro sanitario, che sono frutto anche e soprattutto dei sacrifici delle cittadine e dei cittadini che hanno pagato 8 miliardi di tasse in più in questi anni, – prosegue Di Cola – abbiamo evidenziato come ci siano spazi per adottare scelte politiche in grado di migliorare la condizione delle persone e rilanciare lo sviluppo dei nostri territori. L’aumento delle entrate non vincolate e la riduzione dei debiti, a nostro avviso, aprono una fase in cui il bilancio torna a essere uno strumento di scelta e non solo di applicazione di vincoli imposti.”

“Proprio per questo – sottolinea il Segretario della Cgil di Roma e Lazio – giudichiamo non più giustificabile la conferma della maggiorazione dello 0,5% dell’addizionale regionale Irpef introdotta per il piano di rientro sanitario ormai estinto. Parliamo di circa 500 milioni di euro che ogni anno vengono chiesti alle contribuenti e ai contribuenti del Lazio. La richiesta di questa maggiorazione non è più un obbligo di legge, ma una scelta politica, sulla quale chiediamo di aprire un confronto per superarla e fare in modo che lavoratori, lavoratrici, pensionate e pensionati del Lazio non siano tra i più tartassati d’Italia. Esprimiamo, quindi, la nostra preoccupazione per il mancato rifinanziamento integrale del fondo “taglia tasse”, frutto dell’accordo unitario dello scorso anno, in attesa di una vera riforma delle aliquote dell’addizionale regionale IRPEF, che chiediamo da tempo. Tale scelta, se non cambiata in tempo utile, comporterà un aumento della pressione fiscale per coloro che hanno redditi da lavoro o pensione tra i 28 e i 35 mila euro.”

“È un fatto importante – aggiunge Di Cola – che siano previste maggiori risorse su alcuni capitoli di spesa centrali, come le politiche abitative, sociali e sanitarie, a cominciare dal riconoscimento dell’indennità al personale dei pronto soccorso. Su questo chiediamo di estendere il riconoscimento alle tante lavoratrici e ai tanti lavoratori della sanità che operano in condizioni critiche in altri servizi.

L’istituzione di un fondo destinato ai comuni della nostra regione che confinano con le regioni incluse nella Zes è una prima risposta che, tuttavia, pur riconoscendo lo svantaggio competitivo creato dall’esclusione delle province di Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo, rischia di essere inadeguata. Così come rischiano di esserlo altre scelte che, seppur animate da intenti meritori, risultano deboli sia per l’esiguità delle risorse sia per la destinazione a soggetti privati anziché pubblici. Inoltre, non troviamo traccia del rifinanziamento della legge regionale sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro su cui la Regione Lazio non può disattendere gli impegni presi, né di maggiori risorse per adeguare le risorse delle società partecipate ai rinnovi dei contratti collettivi nazionali di lavoro.”

“Su questi temi sappiamo che c’è la disponibilità ad aprire un confronto, ma non possiamo perdere tempo. La manovra di bilancio regionale va cambiata con scelte che riducano le disuguaglianze, a partire dalle politiche dell’abitare, e restituiscano potere d’acquisto a chi vive e lavora nel Lazio, e che non troverà risposte ai propri problemi in una legge di bilancio nazionale sbagliata, contro la quale sciopereremo il prossimo 12 dicembre.”, conclude la nota.

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