Oggi “abbiamo incontrato il presidente del Consiglio cegionale del Lazio, Antonello Aurigemma, in merito alle iniziativa di contrasto al caporalato nel nostro territorio. Durante l’incontro abbiamo ribadito la necessità di dare piena applicazione alla Legge 18 del 14 agosto 2019, inerente le “disposizioni per contrastare il fenomeno del lavoro irregolare e dello sfruttamento dei lavoratori in agricoltura”, che a oggi vede ritardi impressionanti”. Lo ha detto in una nota la Cgil e la Flai Cgil di Roma e del Lazio. “La costituzione dell’osservatorio sarebbe la precondizione per attuare la legge regionale in modo aderente alle specificità dei territori e un luogo in cui forze sociali, datoriali e istituzionali possano confrontarsi in maniera più puntuale e celere. Anche dopo la tragica vicenda di Satnam Singh, la sensibilità e la disponibilità mostrate sia dalla giunta, che dal consiglio regionale fanno fatica a tradursi in atti concreti per superare il caporalato e lo sfruttamento lavorativo nei campi di tantissimi braccianti. Sugli impegni assunti chiediamo di dare una tangibile accelerazione, a partire dall’osservatorio e dagli indici di congruità”.
“Nel corso della riunione abbiamo sottolineato la positività dei bandi emessi dall’Assessorato al Bilancio, Programmazione economica – prosegue la Cgil -, Agricoltura e sovranità alimentare, Caccia e Pesca, Parchi e Foreste, che prevedono un sistema premiante perché siamo convinti che ci sia bisogno di fare un po’ di selezione tra gli operatori economici e di costruire, anche in provincia di Roma, finalmente, la sezione territoriale della rete agricola di qualità, per questo non accettiamo che alcuni requisiti, specialmente quelli relativi alla salute e alla sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori, siano bollati da alcune rappresentanze datoriali come meri adempimenti burocratici. Anzi, siamo convinti che debbano essere un elemento centrale nell’accesso ai bandi. Inoltre, come già comunicato nell’audizione sul Pnrr, dove anche lì ci sono ritardi, che si sono già trasformati in una perdita di quelle risorse sull’attuazione delle misure di contrasto al caporalato, abbiamo evidenziato la necessità di dare risposte al tema dell’abitare e della mobilità dei braccianti. Se guardiamo agli infortuni in itinere di quanti muoiono nel tragitto casa lavoro sulle strade del territorio appare evidente che sia un’emergenza da affrontare con urgenza. Auspichiamo, quindi, che finalmente si possa dare luce a tutti gli impegni presi con l’obiettivo di migliorare sia le condizioni di lavoro, che di contrastare la concorrenza sleale che danneggia sia le imprese sane, che meritano sostegni e valorizzazione, sia l’immagine del territorio”.
