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Caporalato: Cgil, bene visita commissione parlamentare su condizioni lavoro a Latina

La visita di ieri a Latina della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro del Senato, guidata dal presidente Tino Magni, per un confronto sul contrasto al caporalato e ad altre forme di sfruttamento nel settore agricolo, “è un fatto importante. La visita, sollecitata dalla Cgil e le sue strutture, dà seguito al nostro appello di dare il via ad una ricognizione approfondita del territorio dopo il tragico omicidio di Satnam Singh che ha riportato alla luce un sistema di sfruttamento diffuso e che va sradicato sia per garantire la sicurezza e i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, sia per valorizzare le aziende sane e rispettose delle norme”. E’ quanto si legge, in una nota, della Cgil di Roma e del Lazio. Nel corso dell’incontro sono stati segnalati: “l’enorme scarto tra le richieste di ingresso di lavoratori dall’estero e le assunzioni effettive, nell’ordine del 7 per cento, il il fenomeno delle “cooperative senza terra” che intermediano manodopera; l’assenza di un efficace sistema pubblico di incrocio domanda–offerta; la carenza dei trasporti che incide sui numerosi infortuni in itinere; il mancato utilizzo, da parte della Regione Lazio, delle risorse PNRR per alloggi dignitosi alternativi agli insediamenti di fortuna”, riferiscono dal sindacato.

Inoltre, “continuiamo ad evidenziare i ritardi della Regione Lazio nell’applicazione della legge regionale sul contrasto al caporalato e al relativo osservatorio. Sono, quindi, importanti le parole di Tino Magni, che abbiamo avuto modo di ascoltare, rispetto il ruolo del dialogo con le parti sociali per costruire soluzioni – prosegue la nota della Cgil -. Il lavoro della Procura, i due processi per Satnam e l’attività della Prefettura si uniscono al confronto su cui ci siamo spesi per mettere attorno ad un tavolo tutti gli enti con lo scopo di individuare sul piano generale un metodo che possa mettere in condizione di monitorare in maniera organica e leggibile l’andatura del fenomeno. Un punto fondamentale da accompagnare alla costruzione del protocollo per monitorare e individuare soluzioni specifiche in un territorio che ha delle complessità da sempre evidenti”. Con la Prefettura “ci stiamo impegnando in questa prospettiva ma dobbiamo portare a compimento questo percorso che vede la partecipazione di istituzioni, enti, oltre che, naturalmente, la rappresentanza sociale e datoriale. Siamo consapevoli che il tempo non sia una variabile indipendente. La disponibilità e l’attenzione che la commissione d’inchiesta sta riponendo nel territorio deve essere un’occasione per accelerare tale processo, per agire con strumenti costruiti ad hoc – sottolinea il sindacato -. In attesa della sottoscrizione del documento che ci stiamo impegnando a redigere, chiediamo inoltre che il protocollo emesso dalla procura possa essere esteso ad altri soggetti. In quelle funzioni ci sono attività che potrebbero riguardare tutto il mondo della rappresentanza sociale”, conclude la nota della Cgil. 

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