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Dazi, Di Cola (Cgil Lazio): serve piano industriale per rilanciare economia e lavoro Lazio

Serve un piano industriale per rilanciare l’economia e il lavoro nel Lazio. Lo dichiara, in una nota, Natale Di Cola, segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio, dopo l’incontro in Regione Lazio, richiesto dal sindacato, sulle politiche di sviluppo e gli effetti che i dazi potranno avere sul territorio.

Su questo “abbiamo ricevuto i primi impegni da parte dell’assessora allo Sviluppo economico e vicepresidente della Regione Lazio, Roberta Angelilli. Infatti, si è preso l’impegno di rendere operativo e di allargare anche alle organizzazioni sindacali il tavolo interistituzionale, istituito a fine luglio, sull’impatto dei dazi sull’economia regionale, con compiti di approfondimento, monitoraggio, impulso e coordinamento delle politiche di contrasto agli effetti negativi dei dazi sulla realtà socioeconomica regionale”, fa sapere Di Cola.

Si è accolta, inoltre, “la disponibilità a convocare un incontro tematico sulla Zona economica speciale (Zes), da cui le aree più critiche del nostro territorio e le ex aree della Cassa del Mezzogiorno della nostra regione sono attualmente escluse e che hanno subito ulteriori danni al tessuto economico e sociale, come la delocalizzazione di aziende verso le regioni che beneficiano dei vantaggi della Zes e che ora circondano quasi completamente il Lazio. Anche per questo abbiamo ribadito l’urgenza di rendere operativa la zona logistica semplificata (Zls)”, spiega Di Cola. Il 17 settembre, infine, si svolgerà un nuovo incontro sulle politiche industriali e di sviluppo della Regione Lazio.

“Dall’inizio dell’anno, infatti, sono aumentate del 14 per cento le ore di cassa integrazione, concentrate principalmente nei settori dell’automotive, del trasporto aereo e del manifatturiero, e in crescita in 28 comparti su 42. È necessario avviare un percorso che porti alla condivisione di un piano industriale che abbia al centro l’occupazione di qualità e che sia in grado di rilanciare il tessuto economico e sociale, anche al di là dell’emergenza congiunturale dei dazi per affrontare le criticità storiche e strutturali del territorio e dare risposte concrete ai problemi”, conclude Di Cola.

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