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Gli infortuni in ambito scolastico

La scuola da sempre è stata considerata un luogo nel quale vengono forniti a ragazzi e ragazze gli elementi necessari alla loro crescita e al tempo stesso vengono loro garantiti sicurezza e benessere.

In altre parole, quando un bambino o una bambina, un ragazzo o una ragazza – i nostri figli insomma – escono di casa e si recano a scuola, si tende a pensare giustamente che si rechino in un luogo sicuro, protetto e ospitale. Ma da tempo non è più così.

Da tempo stiamo infatti assistendo ad un crescente verificarsi di disagi e addirittura di infortuni: questi colpiscono tanto il personale docente e delle aziende fornitrici di servizi (pulizie, manutenzioni, ecc.) quanto gli studenti e le studentesse.

Particolarmente allarmante è quanto emerge dai dati Inail sulle denunce degli studenti di ogni ordine e grado a livello nazionale:  77.883 nel 2024, pari al +10,9% rispetto al 2023, con esito mortale per 13 studenti (12 nel 2023). L’ incidenza sul totale delle denunce d’infortunio rappresenta circa il 13%.

Oltre duemila gli infortuni denunciati dagli studenti coinvolti nei percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (PCTO).

Nella nostra regione per il 2024  le denunce degli studenti risultano  4.306 (in aumento rispetto al 2023) delle quali 3.142 fino a 14 anni di età. L’ incidenza degli infortuni fino a 14 anni di età sul totale degli infortuni è pari al 7.6%.

Se è vero che l’aumento delle denunce – rispetto agli anni precedenti – può essere in parte attribuito all’estensione  della tutela INAIL in ambito scolastico tramite il  decreto legge n. 48 del 4 maggio 2023 (in vigore da settembre dello stesso anno), è altrettanto chiaro che questa preoccupante realtà  da anni denunciata dalla CGIL, ha ora anche un riscontro oggettivo con i dati pubblicati dall’ INAIL.

E’ evidente che il fenomeno degli infortuni in ambito scolastico ha un  collegamento con la grave condizione in cui versa la scuola italiana, con la carenza di personale e l’assenza di formazione/informazione sulla sicurezza degli studenti.

Basti pensare che secondo l’Osservatorio sicurezza nelle scuole sono almeno quarantacinque i casi in Italia di distacchi di intonaco, crollo o cedimento di soffitti e solai in edifici scolastici nel 2024 (aggiornamento novembre 2024).

La caduta della salubrità e della degli ambienti sta sempre più rischiando di aprire il varco anche all’insorgere di malattie cui rischiano di esporsi tanti il personale scolastico quanto ragazzi e ragazze.

La maggioranza degli edifici scolastici italiani sono da troppo tempo in condizioni pessime e di degrado strutturale e gli ambienti inadeguati dal punto di vista della sicurezza, fatto denunciato dalla nostra Organizzazione e dalle famiglie di ragazzi e ragazze.

Per il Lazio (in particolare per la città di Roma) si aggiunge il problema dei manufatti in cemento amianto, realtà presente in molti edifici scolastici costruiti negli anni precedenti la legge 257/92, l’inosservanza della quale da parte della Regione Lazio è da tempo denunciata dalla CGIL di Roma e del Lazio.

È necessario passare con decisione ad una vertenza integrata nel territorio che richiami Regione, Area Metropolitana, Comuni e Municipi ad una inderogabile assunzione di responsabilità  per aggredire il problema della sicurezza a scuola ponendolo fra le priorità di intervento.

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