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Salute e sicurezza, Cgil: da Regione dialogo finto con le parti sociali

Roma, 17 lug 20:08 – (Agenzia Nova) – Dopo aver emesso un’ordinanza urgente in materia di igiene e sanità pubblica, misure di prevenzione per l’attività lavorativa per alcuni settori in caso di ondate di caldo estremo, apprezzata per la tempestività ma limitata nei contenuti rispetto alle tutele per i lavoratori, avevamo indicato alla Giunta Rocca i miglioramenti necessari e però, sul “Piano Mirato di Prevenzione dei rischi lavorativi da alte temperature”, la Regione commette lo stesso errore e, soprattutto, svilisce i confronti avuti nel merito. Così, in una nota, la Cgil di Roma e del Lazio. “Siamo di fronte quindi a confronti sterili – aggiunge la nota -, che non producono cambiamenti ma provvedimenti limitati, che tutelano in parte alcuni lavoratori e abbandonano nei fatti altri. Da un lato un’ ordinanza che dimentica sia settori esposti comunque a elevato rischio calore (primi fra tutti cave e trasporti) che modalità e ambienti di lavoro (non un accenno alle attività indoor), dall’altro un Piano preparato dalle Asl, con l’idea evidentemente di porre un rimedio oltre i confini asfittici dell’ordinanza e lasciare alla vigilanza il compito di verificare l’osservanza delle misure indicate tramite un piano approvato con determina del 3 luglio e convocazione delle parti il 16 luglio, che non recepisce le indicazioni delle organizzazioni sindacali. Di fronte alle situazioni di rischio elevato di esposizione al calore, come quelle che di fatto si stanno presentando in questi e nei prossimi giorni, conseguenza ormai consolidata e ricorrente del cambiamento climatico, ritieniamo che su un tema fondamentale come quello della salute e sicurezza sul lavoro solo un confronto serrato e una grande capacità di ascolto possa produrre provvedimenti adeguati e capaci di mettere in sicurezza i lavoratori. Per questo è opportuno che la Regione Lazio condivida concretamente i provvedimenti che intende adottare tenendo conto delle sollecitazioni e dei contributi di tutte le parti sociali visto che su un tema come quello della sicurezza non possiamo permetterci di fare passi falsi”, conclude il sindacato. 

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