Grande partecipazione al presidio indetto dalla Cgil, Fiom Cgil, Fp Cgil e Nidil Cgil di Roma e Lazio, presso la Cittadella giudiziaria in via del Golametto a Roma a sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori dell’appalto del ministero della Giustizia impiegati nelle attività di documentazione degli atti processuali. Lo riferiscono, in una nota, le organizzazioni sindacali. “Lo scorso 30 giugno, con la cessazione dell’appalto – si legge nella nota – sono iniziati i problemi: l’azienda aggiudicataria della nuova gara d’appalto, infatti, non solo intende applicare un contratto collettivo nazionale di lavoro diverso e peggiorativo sul piano retributivo e normativo, ma avanza proposte individuali che penalizzano ulteriormente le lavoratrici e i lavoratori con part time involontari e contratti a tempo determinato. Ancora più incerta è la condizione delle lavoratrici e dei lavoratori in somministrazione, le cui agenzie per il lavoro avevano un contratto commerciale con le precedenti aziende”.
“Attualmente i 40 dipendenti che lavorano nel Lazio, Umbria e Toscana, di cui 17 solo nella Capitale, sono in ferie obbligatorie. Ciò significa, data l’essenzialità del loro lavoro, che alcune attività giudiziarie sono ferme ormai da tre settimane a danno delle cittadine e dei cittadini – prosegue la nota dei sindacati -. Per questo al ministero della Giustizia chiediamo di evitare l’affidamento ad una società che si è aggiudicata la gara con il ribasso economico e vuole umiliare la professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori e di aprire un tavolo per trovare le soluzioni per impedire ulteriori esternalizzazioni dei servizi e garantire la continuità occupazionale. Inoltre, la vertenza in corso rende evidente come sia necessario che nel nostro Paese s’intervenga sul piano normativo per superare un sistema degli appalti che continua a legittimare forme di gare pubbliche basate sul massimo ribasso”.
