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Diritto all’interruzione di gravidanza, Cgil e Uil a Rocca: no ad associazioni antiabortiste in consultori Lazio

Nel Lazio i sindacati Cgil e Uil annunciato battaglia contro l’emendamento che consente alle associazioni pro-vita di operare all’interno dei consultori familiari. “Desideriamo esprimere la nostra preoccupazione riguardo all’emendamento che consente alle associazioni antiabortiste di operare all’interno dei consultori familiari, inserito nel decreto sulle misure finanziate dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr)”, scrivono i segretari generali regionali di Cgil e Uil, Natale Di Cola e Alberto Civica in una lettera inviata oggi al presidente della Regione Lazio Francesco Rocca. “Questo emendamento – aggiungono – rischia di confondere il ‘supporto e sostegno alla maternità’ con l’interruzione di gravidanza, creando un pericoloso precedente. Le associazioni antiabortiste, come ben noto, esercitano pressioni psicologiche sulle donne che scelgono di abortire e promuovono pratiche controverse come l’obbligo di ascoltare il battito cardiaco fetale”.

Peraltro, “la condizione dei consultori del Lazio è già resa difficile dalla estrema sofferenza causata dalla grave carenza di personale – proseguono i segretari generali regionali di Cgil e Uil, Natale Di Cola e Alberto Civica -. La mancanza di sostituzione dei medici non obiettori andati in pensione, l’alta incidenza di medici obiettori, la difficoltà a reperire il personale e la riduzione delle comprimono in modo significativo il diritto alla salute delle donne. I consultori nascono per essere presidi di assistenza completa, connotati da un approccio multidisciplinare con personale specializzato in fine ginecologia, psicologia, ostetricia e assistenza sociale e senza preoccuparsi di ripopolare i consultori per superare tale carenza ma solo di militanti antiabortisti si snatura non solo la legge 194 ma lo stesso impianto costituzionale che stabilisce il diritto alla salute. Emblematicamente Le vorremmo ricordare che in alcuni territori del Lazio, le Asl hanno una carenza di personale che supera il 50 per cento rispetto alla prevista dotazione organica nei consultori”.

Nella lettera a Rocca, Cgil e Uil chiedono “pertanto, un’analisi approfondita e aggiornata dei dati relativi alle attività dei consultori, nel rispetto di quanto previsto sin dalla loro istituzione, primi veri servizi sociosanitari di base, alla loro presenza su tutto il territorio regionale (la legge 34/96 ne prevede uno ogni 20mila abitanti); alla loro organizzazione – scrivono i segretari -. Riteniamo fondamentale garantire laicità ed etica pubblica condivisa per assicurare la libertà delle donne di autodeterminarsi come genitrice oppure no. Oltre al rilancio dei consultori come presidio sociosanitario che ha necessità di ampliare ancora di più l’offerta tenendo conto i cambiamenti sociali intervenuti in questi ultimi decenni, in ambito sociale, economico, demografico e culturale”. Infine, i segretari generali regionali di Cgil e Uil, Natale Di Cola e Alberto Civica chiedono, quindi, uno specifico incontro al presidente Rocca sul tema del funzionamento dei consultori nel Lazio “e le preannunciamo che, qualora non si volesse affrontare il tema del loro funzionamento ma concentrare le risorse e l’attenzione all’insediamento dei militanti antiabortisti saremo pronti a mobilitarci”, concludono.

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